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Plan in val Passiria 2019 PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

PLAN IN VAL PASSIRIA

Domenica 21 luglio 2019

Dopo aver lasciato il bus al comodo parcheggio, abbiamo percorso la Val di Plan (Pfelderer Tal), una laterale verso ovest della Val Passiria. Le cime a nord-ovest visibili dal percorso corrispondono al confine con l’Austria.

La zona fa parte del Parco Naturale di Tessa (Naturpark Texelgruppe) che si estende da Moso e San Martino in Passiria fino alle valli Stubai e Senales.

La Bassa Val Passiria si estende verso nord e arriva dai 300 m slm di Merano fino ai 700 di San Leonardo, la Media Passiria si estende verso ovest e arriva ai 1000 m di Moso, mentre l’Alta Passiria raggiunge i 2509 m del Passo del Rombo (con orario limitato e a pagamento). Da San Leonardo si arriva a Vipiteno attraverso il Passo di Giovo.

 


Il percorso principale della nostra gita parte dal paese di Plan (Pfelders, 1622 m), passa dal maso Lazins (Lazinshof, 1782 m) e giunge fino alla malga Lazins (Lazinser Alm, 1858 m), è piuttosto semplice e segue la sponda sinistra del Rio Plan (Pfelderer Bach). Il ritorno, ancora più semplice, segue la strada non asfaltata sulla sponda destra del torrente.

Il sentiero segue la direzione sud-ovest poiché in quel tratto le cime più elevate, e di conseguenza il confine, seguono la direzione sud-sud-ovest per poi riprendere, ancora nel Gruppo di Tessa, la normale direzione est-ovest. Del Parco Naturale di Tessa fa parte anche il gruppo del Similaun, famoso dal 1991 per la scoperta della mummia di 3000 anni. Nei primi giorni della vicenda non era chiaro a quale nazione appartenesse il luogo del ritrovamento, poi si stabilì che per pochi metri Ötzi era in Italia.

Alcuni partecipanti hanno affrontato la salita con cabinovia da Plan alla Grünboden Hütte (2020 m), per poi scendere attraverso il Panoramaweg n.4 alla malga Faltschnal e alla Lazins. Questo sentiero si è rivelato un po’ più lungo e impegnativo di quanto previsto.

La zona di Plan è comunque frequentata soprattutto in inverno poiché offre 18 km di piste da sci.

 


Dalla malga Lazins, obiettivo della gita, si possono percorrere altri sentieri per giungere, per esempio al rifugio Petrarca (Stettiner Hütte, 2875 m, circa tre ore di cammino). Disponendo di più ore ed adeguate energie, si possono raggiungere anche i dieci laghi Spronser a 2370 m ca, situati verso sud rispetto alla malga.

Da circa vent’anni si svolge una gara di corsa da Plan al rifugio Petrarca: sono 9,8 km, con un dislivello di 1255 m che, con buon allenamento, si percorrono in circa 4 ore. Nella gara del 4 agosto 2019 il primo arrivato ha impiegato un’ora e un minuto.

Alla malga Lazins gran parte del gruppo si è fermata per rifocillarsi, anche per via di una breve pioggia, mentre alcuni sono arrivati alla malga Schneid (a nord, poi si arriva a Plan) o alla Bockhütte (verso sud e poi si ritorna).

Non mi pare che ci siano state lamentele, né inconvenienti, se non, come diceva qualcuno, una certa “anarchia” del gruppo, per cui alcuni autogestivano le proprie escursioni.

La Val Passiria

La Val Passiria è famosa perché qui nacque e visse l’eroe tirolese Andreas Hofer (1767-1810).

Dopo aver lavorato come oste nella propria locanda e poi in quella del Passo del Ballino, si unì al Corpo degli Schützen per combattere i bavaresi e i francesi che avevano occupato la zona nel 1805.

All’insurrezione, iniziata nel 1809, parteciparono anche 18.000 trentini. I tirolesi furono sconfitti a Innsbruck e Andreas fuggì in Val Passiria, ma fu tradito e arrestato. Venne fucilato dai francesi a Mantova nel 1810. È sepolto a Innsbruck. A San Leonardo si trova un museo a lui dedicato.

Il Tirolo ritornò all’Austria nel 1814. Nel 1919 la parte meridionale fu annessa all’Italia.

La valle è protetta dalle montagne a nord, perciò gode di un clima abbastanza mite rispetto ad altre zone. Lo sviluppo turistico degli ultimi cinquant’anni è stato certamente eccessivo anche se si nota la ricerca di uno stile locale anche negli alberghi più moderni.

Può sembrare strana ai nostri occhi la destinazione commerciale della valle, ma è stata per secoli un’importante via per il commercio, sia verso il Nord-Tirolo attraverso il Rombo, sia verso Vipiteno attraverso il Giovo. Cinquant’anni fa era molto sviluppato anche il contrabbando…

Su una collina sovrastante il paese San Leonardo in Passiria sorge l’imponente rovina di Castel Giovo. Costruito nel XIII e XIV secolo dai Signori di Passiria per rendere sicura la via che porta da Castel Tirolo a Vipiteno attraverso Passo Giovo, era un tempo un magnifico maniero. L’imponente mastio venne menzionato per la prima volta nel 1320.

A Moso, in Alta Val Passiria, si trova il Bunker- Mooseum, un centro informativo sul Parco Naturale del Gruppo del Tessa, con aree espositive che raccontano la  preistoria e la storia dell’insediamento dell’Alta Val Passiria e un bunker costruito nel 1938 perfettamente conservato. Ci sono altri cinque bunker nella zona, costruiti evidentemente per difendersi dalla Germania, poiché l’Austria, annessa da Hitler nello stesso anno, non esisteva più. Il cancelliere austriaco Von Schusnigg (nato a Riva del Garda nel 1897) provò invano a difendere l’indipendenza del proprio Paese. Nel 1939 i bunker non servivano già più in quanto l’Italia strinse (purtroppo) il Patto d’Acciaio con la Germania.

Claudio Partacini