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Rifugio Gardenaccia val Badia 2018 PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

ALTA BADIA RIFUGIO GARDENACCIA

Domenica 15 luglio 2018

E’innegabile che il clima sia sorprendentemente cambiato e, anche nel parcheggio in attesa del bus che ci porterà in Val Badia, si parla del meteo. Sembra che, a seconda della fonte, nella giornata potrà succedere di tutto: pioggia di mattina/pomeriggio/sera, sole e nuvole. Noi partecipanti ci siamo comunque dotati sia di ombrello che di crema solare e,tranquilli, partiamo arrivando velocemente a Bressanone dove si effettua la necessaria fermata; molti sanno che al bar pasticceria Kostner Tankstelle le brioches sono ottime….ed in effetti vanno a ruba. La meravigliosa vallata fino a La Villa è rallegrata da coloratissime composizioni di fiori alle finestre, ai balconi e nelle piazze. Durante il viaggio ci era stata prospettata la scelta fra due sentieri che portano al Rifugio Gardenaccia: pertanto il gruppo che intende partire col sentiero N. 11 subito sopra l’abitato, viene accompagnato fino al suo inizio, mentre l’altro gruppo prende la seggiovia che dimezza il tempo di salita, proseguendo poi sul sentiero N. 5 fino allo stesso rifugio.

 


Il sentiero N. 11 si è rivelato molto ripido e sassoso, incassato in un canalone, che però di tanto in tanto ci faceva trovare deliziosi fiori e squarci sulla vallata. Dopo ben più di un’ora ci ha sorpreso l’eco di fisarmoniche e canti; in pochi passi è apparso il Rifugio Gardenaccia, dove era stata organizzata una grande festa. Si poteva, pagando una piccola cauzione, degustare vini di diverse cantine dell’Alto Adige e degli ottimi piatti tipici della zona.



Mentre ci si rilassava sui prati, si ammirava il panorama con il Sassongher che sovrasta il Rifugio, la verde vallata dell’Alta Badia con i sui piccoli ma importanti paesi, il santuario di Santa Croce seminascosto nel bosco e, in lontananza, il leggendario gruppo di Fanes con le sue rocce argentate. Nel frattempo le nuvole si sono ammassate e, temendo la pioggia, abbiamo chiuso velocemente gli zaini ed iniziato la discesa sul sentiero N. 5 che consentiva sia di prendere ad un certo punto la funivia, che di proseguire a piedi fino al paese.

 


C’è stato tempo per caffè e gelato, seduti in pieno sole, visto che i nuvoloni si erano scaricati lontano. Per il viaggio di rientro, l’autista ha deciso di fare il Passo Gardena per consentirci di ammirare, con la luce del pomeriggio, i gruppi che lo circondano: dal maestoso Sella, al Sassolungo, le rosate Odle e l’altipiano dell’Alpe di Siusi con le sue inconfondibili punte dello Sciliar. Magnifica giornata passata in posti splendidi ed in allegra compagnia.

Rosella