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Trodo dei fiori e Mezzano 2017 PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

ESCURSIONE AL” TRODO DEI FIORI” E MEZZANO

Domenica 9 luglio 2017

In una giornata di promettente bel tempo, affrontiamo stoicamente i tornanti del Passo del Brocon, con il desiderio di percorrere il sentiero, chiamato in dialetto locale "Trodo dei fiori" sul Col del Boia, famoso per la sua speciale flora alpina, ricca di molte specie endemiche e rare: l'Achillea  clavennea, le due diverse Pulsatille dalla corolla bianca o gialla a secondo del tipo di terreno, il Piedigallo, il Giglio Sambicino e molti altri fiori di particolare bellezza.


Iniziato il percorso e, mano a mano che ci si alza, continuiamo a fermarci per ammirare e fotografare questo tripudio di forme e colori. Peccato che diversi cartelli espositivi con i vari nomi siano spariti. Sulla cima c'è anche una indicazione che ci informa sulla possibilità di fare un percorso ad anello, percorrendo alcune trincee della Prima guerra mondiale e, attraverso la ruota panoramica, ammirare il Lagorai, le Pale di S.Martino, la Marmolada, le vette Feltrine ecc. Tornati al Passo abbiamo riunito il gruppo e con il cuore in gola abbiamo affrontato con il nostro piccolo pullmino, gli stretti tornanti di una strada che, quando l'hanno costruita, avrebbero potuto tagliare di più la roccia (o gli sarà mancato il tempo e i mezzi ??).

Arrivati nel Primiero, il programma prevedeva la visita al Borgo antico di Mezzano, inserito tra i “Borghi più belli d'Italia”, noto anche per l'abitudine dei suoi abitanti di creare opere d'arte in maniera fantasiosa, con la legna accatastata presso i muri delle case. Tempo fa hanno chiamato degli artisti per dipingere o allestire alcuni luoghi, ma, secondo me, hanno stravolto quella che era la semplicità e la freschezza delle opere primitive.Il paese è ricco di antiche facciate, vecchi ballatoi, fregi e affreschi che rendono suggestiva la passeggiata tra gli stretti vicoli.

Una puntatina al Caseificio per degustare e portare a casa alcune specialità casearie del Primiero e attraverso la Valsugana, e poi ritorno a casa con il ricordo delle bellezze viste.

 

MARINELLA