Immagine casuale 2017

Immagine casuale 2016

Immagine casuale 2015

Immagine casuale 2014

Immagine casuale 2013

Immagine casuale 2012

Immagine casuale 2011

Immagine casuale 2010



Designed by:

Escursione a Brenzone : chiese medievali e borgo Campo 2017 PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

ESCURSIONE A BRENZONE : chiese medievali e borgo Campo

Domenica 23 aprile 2017

Ci siamo dati appuntamento presso la sede alle ore 8.30 e ci siamo meravigliati per il numeroso gruppo di partecipanti, forse complice il bel tempo e la voglia di ricominciare a ritrovarci dopo il periodo di inattività invernale. Dopo aver ottimizzato il trasporto, riunendo le persone ed eliminando alcune vetture, siamo partiti alla volta di Brenzone, dove in località Castelletto, nelle adiacenze di un cimitero, ci aspettava l’amico Giacomo Bertuzzi.

La sorpresa è stata la presenza di Valerio Sartori, il quale, nonostante si dichiarasse una “ non guida”, ci ha illustrato in modo molto esauriente, il ritrovamento di una Villa Romana del I sec. d.c., emersa nel 2004, in occasione dell’ampliamento cimiteriale. Tale ritrovamento è importante, in quanto è l’unica villa di tale periodo trovata sulle sponde venete del lago, come esempio di costruzione a scopo residenziale.

Adiacente agli scavi, si trova la bella Chiesa di San Zeno, anticamente dedicata a S. Giovanni Battista, forse costruita sulle rovine di un antico tempio romano in epoche diverse ( XI^ - XII^ - XIII^ sec.). Era alle origini una Chiesa battesimale, come dimostrano gli affreschi leggibili (tardo romanici) presenti nella navatella minore settentrionale. E’ conosciuta anche come San Zen de l’oselet, per il gallo che corona la cima del campanile.

Riprese le macchine ci siamo diretti verso Biaza e dopo aver parcheggiato ai bordi della strada asfaltata, ci siamo diretti, attraversando prati e boschi, verso la contrada dove si trova la chiesa di S.Antonio Abate (fine ‘300 – primi ‘400). Sulla parete esterna emerge la raffigurazione di Cristoforo, che sorregge sulla spalla Gesù Bambino. All’interno una navata che conduce all’abside a pianta semicircolare che contiene un solo altare, con una pala, del primo ottocento, raffigurante S.Antonio in adorazione della Vergine. A fianco dell’edificio, si trova il campanile con ampie monofore sulla cella campanaria.

Durante la passeggiata per raggiungere Campo, la nostra eccellente guida, oltre a segnalarci alcuni capitelli di interesse notevole, ci ha mostrato erbe e piante selvatiche, rivelandosi anche un esperto botanico.


Giunti al borgo medioevale di Campo, del quale se ne ha traccia sin dal 1023, abbiamo appreso che oggi è abitato solamente da due famiglie, mentre fino agli anni 50 erano molto più numerose. Ci ritroviamo a passare tra cortili, stalle abbandonate, edifici ridotti allo stato di ruderi, un’antica fontana, case diroccate, una vecchia macina di olivi e cereali, un’antica casa castello ed una bottega di manufatti di cuoio, gestita da un anziano hippy.

In una di queste abitazioni, la Fondazione Campo, che vuole far rivivere il paese, grazie ad un progetto di ripristino delle abitazioni e l’apertura di laboratori tradizionali della civiltà baldense, ha allestito un punto di ristoro, del quale approfittiamo per una pausa ristoratrice, con ottimi panini ed un bicchiere di vino. Un caffè e tranci di colomba completano il pasto.

Siamo quindi pronti, sempre con l’ausilio di Valerio, a visitare la Chiesa di S. Pietro in Vincoli, costruita nel 1358; struttura essenziale con facciata a capanna rivolta ad occidente, impianto ad unica aula rettangolare, presbiterio rialzato ed absidale emergente semicircolare. Lungo il registro superiore, nell’archivolto e nel catino absidale, una serie di Santi e scene votive, affrescate dal maestro Giorgio di Riva.

Al termine della particolareggiata spiegazione dei numerosi affreschi ancora ben conservati e perciò godibili, riprendiamo il cammino per il rientro.

Alcuni prendono un sentiero in discesa che li porta a Marniga e poi costeggiando il lungolago, concludono in bellezza la gita in un locale sul lago con un gelato. Altri, forse più stanchi, si dirigono alle macchine e ritornano verso casa.

La giornata non poteva essere migliore e dobbiamo ringraziare Giacomo Bertuzzi per averci fornito l’occasione di conoscere luoghi , pur molto vicini, ma inaspettati e per la scelta della guida che è riuscito a catalizzare l’attenzione di noi tutti.

Ilda