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Escursione in Val Canali 2016 PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

ESCURSIONE IN VAL CANALI

Domenica 19 giugno 2016

Mentre aspettavo il bus (all’entrata dell’autostrada Trento-Centro) che proveniva da Riva del Garda, ho guardato più volte il cielo con la sua nuvolosità estesa per prevedere quale evoluzione potesse avere nel corso della giornata.

All’arrivo del pullman, ho notato con piacere che a guidarlo c’era Marco, che porta sempre un’aria di allegria con le sue esternazioni e canti vari.

Dopo aver sistemato lo zaino e gli scarponi nel bagagliaio, sono salito e mi sono accomodato nel posto riservato ai “problematici del mal d’auto”!!!

Durante il viaggio Marinella, in qualità di capo gita, ha dato una serie di informazioni sulla mèta finale del viaggio. Dopo un paio d’ore da Trento si decide di fare una pausa all’”Osteria Ponte Serra” di Lamon.

Dopo una lunga pausa per la colazione, abbiamo ripreso il viaggio dirigendoci verso il “Passo Cereda” per poi deviare verso la “Val Canali”.

Marco con il suo pulmino ci ha lasciato in uno slargo della strada che portava al Ristorante “Cant del Gal”.

La passeggiata, molto pianeggiante, è stata prevalentemente fatta sull’asfalto ed è durata un’oretta per quasi tre chilometri.

Arrivati al bivio del “Cant del Gal”, un gruppetto di compagni di viaggio ha preso la direzione (a sinistra) per la “Malga Pradidali” (è un rudere) mentre con gli altri ho proseguito, a destra, per la “Malga Canali”. La strada forestale era un po’ in salita ma non da faticare. Con comodo, abbiamo raggiunto in poco più di mezz’ora la malga.

Appena giunti in loco, è stato possibile ammirare lo scenario unico della testata della Val Canali in cui spiccano le cime dolomitiche del Lastei, del Coro e del Sass d'Ortiga.

Ci siamo accomodati all’esterno per cercare di fare un pasto frugale perché la malga sembrava tutta prenotata. Ma, all’arrivo del gruppetto di compagni di gita che avevano intrapreso con Marinella il “giro largo”, abbiamo scoperto, con grande piacere, che le prenotazioni interne erano per il nostro gruppo, perciò ci siamo accomodati e goduti le specialità gastronomiche che il locale offriva.

Al termine del gustoso pasto, nell’uscire dalla malga, abbiamo dovuto indossare le giacche a vento per la pioggia che ci ha accompagnati fino al “Cant del Gal” dove ci aspettava l’amico Marco con il suo pulmino.

Sulla strada del ritorno ci siamo fermati alla Villa Welsperg (aveva smesso di piovere) con l’intento di visitarla, ma l’orario di apertura (alle ore 15:30) non ci ha permesso di attendere oltre.

Abbiamo fatto una passeggiatina fino al magnifico laghetto Welsperg

che si è prestato per una sosta e per varie fotografie, dopo di che abbiamo proseguito fino a Fiera di Primiero dove ognuno per proprio conto ha visitato il paese in attesa del definitivo rientro alle proprie abitazioni.

Poco prima di partire ha ripreso a piovere con una certa insistenza, tanto che, per buona parte del ritorno, la pioggia ci ha accompagnati fino alle porte di Levico.


Qualche notizia sulla storia della malga.

Proprietà, in passato, dei Conti Welsperg, situata a 1307 m. in un ampio spazio prativo a monte dei Pradi Canali, appartenente oggi al Parco Naturale di Paneveggio, la malga è costituita da un ampio fienile con stalla, accanto al quale sorge una casèra, costruzione adibita principalmente alla conservazione del latte fresco e alla caseificazione, riedificata più volte e adibita a locale agrituristico.

 

Giorgio Italiano


PARCO NATURALE PANEVEGGIO
VAL CANALI


La val Canali rappresenta l'accesso meridionale al gruppo delle Pale di San Martino, considerate dai viaggiatori del “Gran Tour” dell'ottocento, le più belle montagne del mondo.
La Valle é stata percorsa anche da Attila che, dall'alto, spaziando lo sguardo sulle immensa foresta di abeti rossi e bianchi, l'ha chiamata “Foresta nera”.
Percorrendo il sentiero che, ad anello, porta dal "Cant del Gal" alla Malga Canali, passando per il rudere della Malga Pradidali, abbiamo constatato che l'acqua è una delle protagoniste di questa zona con i suoi impetuosi torrenti e rivoli.
Lungo il sentiero che dal laghetto porta a Transacqua, troviamo un interessante sistema di drenaggio per l'utilizzo dell'acqua del rio Cereda verso la Centrale sottostante.
L'impianto Boaletti fu uno dei primi in Italia. Costruito nel 1903, negli anni Cinquanta cedette il passo alla nuova Centrale di Castelpietra, non riuscendo più a soddisfare la maggior richiesta di energia.
Nel 2004 inizia uno studio su questo sito recuperandolo e valorizzandolo, inserendolo nel percorso didattico-naturalistico “Da Tonadico-al Cimerlo sul cammino della storia”.
Devo dire che, vedendolo e leggendone il funzionamento sui vari “Totem”, l'ho trovato interessantissimo ed affascinante.
Questo lato del Parco di Paneveggio, poco conosciuto dai trentini, non è da meno della parte di Pinzolo – Bellamonte - val Venegia e sono contenta d'averlo proposto come gita naturalistica.

MARINELLA