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mastra micologica a Molina 2014 PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

9° Mostra Micologica a Molina di Ledro

Venerdì 15 e Sabato 16 agosto

La mostra di quest’anno non ha sicuramente dato i problemi dello scorso anno che, per la mancanza di miceti non si è riusciti ad allestire, ma al contrario ha registrato un numero record di funghi esposti, quasi 300. Le ricerche effettuate da consiglieri e soci nei boschi della val di Ledro, S. Giovanni al Monte, S. Pietro, Drena e Malga Grassi hanno portato nel pomeriggio di giovedì nei locali della palazzina Ledrolab, gentilmente concessaci dai responsabili del Museo di Scienze Naturali di Molina, cesti stracolmi di miceti. Lungo è stato il lavoro di Lisa e Roberto che, insieme con gli amici del Gruppo Barbacovi di Rovereto ( Diego Chizzola,Andrea Aiardi,Silvano Galvagni e altri esperti, hanno esaminato ad uno ad uno i funghi raccolti, determinandone alla fine quasi trecento. Funghi di ogni genere: dai più conosciuti porcini, finferli, russole, mazze di tamburo, funghi dal sangue, agarici etc. fino alle “mortali” Amanita phalloides e Cortinarius speciosissimus. Erano presenti anche funghi che si raccolgono solitamente nel periodo autunnale e precisamente “Cantarellus lutescens e tubiformis (le sempre apprezzate finferle) e Craterellus cornucopioides (trombetta da morto). Per la prima volta era esposto un piccolo esemplare di Amanita caesarea, procuratoci dall’amico Janpierre, fungo molto raro dalle nostri parti e in assoluto il più apprezzato dal punto vista culinario. L’apertura della mostra il venerdì mattina, pur essendo ferragosto, ha registrato un forte temporale con pioggia e vento che è durato fino alle 12 e pertanto impedito un buon afflusso di visitatori che nel pomeriggio, ristabilitosi il tempo, hanno affollato la mostra. Visto il grande lavoro fatto, il notevole apprezzamento riscontrato e la presenza di numerosi turisti, si è deciso di tenere aperta la mostra anche il giorno successivo ( era prevista l’apertura solo per il venerdì) che infatti ha visto un grande affluenza di visitatori. Molti sono stati i turisti alla ricerca di informazioni sugli esemplari esposti e numerose le domande sulle differenze di funghi in apparenza simili ma con diversa commestibilità. Quella più frequente è stata quella riferita al “boletus felleus”, apparentemente simile all’edulis, ma immangiabile perché amarissimo, così come l’identificazione della “mocrolepiota procera” (mazza di tamburo) rispetto alla varietà “rachodes”, quest’ultima solo ultimamente considerata tossica. Ai visitatori inoltre sembrava impossibile che tutti i miceti esposti provenissero solo dall’Alto Garda e dalla val di Ledro e si ripromettevano di girare per boschi per poter fare un buon misto. Il sabato sera, alla chiusura della mostra, eravamo soddisfatti per il successo conseguito, dovuto anche alla scelta di tenerla aperta per due giorni. Un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della mostra, agli amici di Rovereto, ai responsabili del Museo di Scienze Naturali di Molina e alla Cassa Rurale di Ledro per il contributo finanziario ricevuto e un arrivederci al prossimo anno.

Orazio