Immagine casuale 2017

Immagine casuale 2016

Immagine casuale 2015

Immagine casuale 2014

Immagine casuale 2013

Immagine casuale 2012

Immagine casuale 2011

Immagine casuale 2010



Designed by:

Escursione micologica a passo Carlo Magno 2017
Scritto da Redazione   

ESCURSIONE MICOLOGICA A PASSO CARLO MAGNO

Giovedì 5 ottobre

La mattina presto l' autobus ha dapprima caricato gli escursionisti di Riva e a seguire quelli di Arco. Eravamo tutti "armati" a dovere con cestini e bastoncini e ovviamente anche con una gran voglia di trovare finalmente i desiderati miceti. Visto che fra l' altro si preannunciava anche una bella giornata, ci siamo mentalmente preparati alla raccolta che ci aspettava. Il posto prescelto per noi da Fabio Arnoldi ( coordinatore della Federazione dei gruppi micologici del T.A.A.), che fra l' altro ci ha anche gentilmente accompagnato poi tutto il giorno, era stato individuato poco oltre Campo Carlo Magno, sulla strada per la val di Sole e precisamente nella zona dell' albergo Genzianella, punto d' incontro fra noi e lui proveniente da Dimaro con alcuni amici. Dopo 3 ore circa ci siamo ritrovati al pullman ed abbiamo fatto una prima valutazione del raccolto. A parte qualche rara eccezione, lo stesso era relativamente mediocre, ma pur sempre interessante in vista della mostra micologica che avremmo tenuto come sempre un paio di giorni dopo in quel di Riva. Siamo poi ripartiti alla volta di Campiglio per raggiungere la malga MONDIFRA' (che vuol dire Monte dei Frati) nella zona di Campo Carlo Magno che era stata individuata preventivamente da Fabio come locale per il pranzo ed il controllo del raccolto.

Il pranzo e' stato decisamente molto buono sia per la qualità che la convenienza, abbinate poi ad una notevole quantità e buon servizio: penso che ce lo ricorderemo per molto tempo. Dopo questa pausa conviviale e' stata fatta la cernita vera e propria dei funghi, sempre con l' aiuto di Fabio

e, prima di intraprendere il ritorno, alcuni hanno provveduto a cercare di migliorare il raccolto del mattino perlustrando i boschi e prati circostanti per un' altra oretta circa ed una persona (il solito fortunello?) ha trovato dei bellissimi porcini. Al rientro abbiamo potuto ammirare una bella panoramica dei monti circostanti la zona di Campiglio e con l' ausilio di indicatori  e' stato possibile individuare le singole svettanti cime e darne il relativo nome.

Italo Miorelli

 
Micologi alle Regole di Castelfondo 2017
Scritto da Redazione   

ESCURSIONE MICOLOGICA ALLE REGOLE di CASTELFONDO – VAL di NON

Giovedì 7 settembre 2017

Siamo partiti di buon ora per la val di Non, con la sorpresa che alla guida del pullmino c’era il nostro autista preferito, Marco e poco fiduciosi perché le previsioni meteorologiche preannunciavano pioggia. Durante il viaggio però il tempo si è prospettato migliore del previsto, fino ad arrivare al luogo di destinazione con un sole splendente. In prossimità dell’arrivo, alcune brillanti manovre di Marco ci hanno permesso, con l’ausilio del pullmino piccolo, di superare una strettoia del paese. Peraltro sapevamo del problema, visto che Ivano nei giorni precedenti era passato per un sopraluogo.  Giunti nel piazzale del ristorante “Arnica”, i partecipanti, tra cui spiccavano le nuove leve Alessandro (13 anni), Mattia (6 anni), Michele (10 anni) e Naomi (11 anni ), si sono incontrati con una guardia forestale del luogo, contattata precedentemente da Ivano, la quale ha illustrato le caratteristiche della zona ed i vari percorsi dove, a suo giudizio, avremmo potuto trovare dei funghi.

Si sono formati quindi dei gruppi che disperdendosi nei boschi, hanno percorso vari sentieri alla ricerca di miceti fino all’ora del pranzo e alcuni anche nel pomeriggio, fino alla partenza. I boschi si sono presentati molto facili da percorrere, ampi, luminosi e cosa più importante, ricchi di funghi di ogni tipo. I ragazzi, entusiasti della novità, continuavano a chiedere se il fungo trovato era commestibile o meno e, vista l’abbondanza di specie, si entusiasmavano, soprattutto quando hanno trovato qualche porcino, funghi del sangue e finferli: quest’ultimi più facili da riconoscere perché colorati.

Al termine della mattina, i ragazzi sapevano già i nomi dei funghi più comuni.Verso il mezzogiorno ci siamo ritrovati presso il ristorante, dove abbiamo pranzato e nel pomeriggio, Roberto ha provveduto ad esaminare il contenuto dei vari cestini, che hanno riservato sorprese notevoli per l’abbondanza di “brise” e “finferli”.

Come sempre ha coinvolto i presenti spiegando e facendo osservare con attenzione alcune caratteristiche di funghi commestibili e non, raccomandandosi che nel dubbio, non si consumino. Nel ritorno, su indicazione sempre di Marco, ci siamo fermati nella famosa gelateria “Serafini” di Lavis, dove abbiamo gustato un ottimo gelato per concludere in dolcezza una splendida giornata.

Ilda

 

 
Rifugio Taramelli - Pozza di Fassa 2017
Scritto da Redazione   

ESCURSIONE AL RIFUGIO TARAMELLI

Giovedì 24 agosto 2017

Partenza in bus di buonora per la val di Fassa; dopo una breve sosta all’hotel Tenz, ripartiamo per Pozza di Fassa. Subito prima di Soraga il traffico ci fa perdere più di un’ora per arrivare a Pozza, zona Meida. Qui vengono a prenderci due bus navetta che ci portano in una decina di minuti, percorrendo il primo tratto della val S. Nicolò, alla Malga Monzoni.

Due intrepidi camminatori hanno fatto il tragitto a piedi. Lungo la strada molte sono le auto ferme ai lati e nei pressi dei boschi ed anche lungo la strada sterrata ci sono molti turisti in cammino. La Malga è “invasa” da molte persone e pertanto prendiamo subito il sentiero per il Rifugio Taramelli. Alcuni, ad un bivio, prendono il percorso che porta al Rifugio Vallaccia (m.2.275 ) e ci raggiungeranno più tardi al Rifugio Taramelli ( m.2.046 ) meta della nostra escursione.

Altri salgono ai 2.820 della lontana Malga Monciogn Alta. Dal rifugio, dopo il pranzo, un gruppetto raggiunge, in circa 30 minuti di salita, il Lago delle Selle per poi tornare a piedi fino a Pozza. Questo piccolo rifugio, gestito da volontari dalla SAT, è uno dei pochi rimasti che hanno mantenuto le caratteristiche dei vecchi rifugi, mentre la maggior parte si è trasformata in Malghe – Ristoranti.

Durante la prima guerra mondiale, essendo sulla linea del fronte, servì come comando austriaco ed ospedale da campo. Torquato Taramelli, al quale è intitolato il rifugio, fu geologo dell’Univesità di Pavia e volontario garibaldino.

La bella giornata ci ha permesso di godere della tranquillità e della frescura del luogo, facendoci scordare la calura dei paesi in valle.

Edoardo

 

 
Altri articoli...
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 3 di 42