Immagine casuale 2016

Immagine casuale 2015

Immagine casuale 2014

Immagine casuale 2013

Immagine casuale 2012

Immagine casuale 2011

Immagine casuale 2010



Designed by:

la malghe di Saltusio in val Passiria 2016
Scritto da Redazione   

VAL PASSIRIA - LE MALGHE DI SALTUSIO SUL MONTE HIRZER
Giovedì 18 agosto 2016

Siamo partiti di buon mattino in direzione di Saltusio che si trova a 490 m s.l.m. ed è la località più meridionale della Val Passiria, dove, scesi dal pullman, abbiamo raggiunto la funivia Hirzer che si divide in 2 tronchi. Il primo tronco porta a Prenn ad una altezza di 1404 m s.l.m. ed il secondo porta a Klammeben a 1980 m s.l.m. dove la vista spazia a 360° sul gruppo di Tessa e sulle cime che la circondano.

Da qui si possono seguire i vari sentieri che la natura offre; noi abbiamo iniziato la nostra camminata in direzione Hirzerhuette  situata a pochi di metri della malga Tallner a 1983 m s.l.m. dove, con nostra grande sorpresa, abbiamo trovato un allevamento di Lama e Alpaca; di obbligo le foto all’unico e bellissimo esemplare di queste specie che era sveglio e pascolava a quell’ora e alle rustiche abitazioni in legno tipiche della zona.

A questo punto abbiamo continuato col giro delle malghe, passando per la malga Ressenger, la malga Hintereggalm e raggiungendo dopo circa un’ora la malga Mahdalm a 1991 m s.l.m. Qui ci siamo divisi: un gruppo ha deciso di non proseguire con la salita programmata e quindi di pranzare lì, mentre con altri coraggiosi partecipanti, abbiamo affrontato la ripida salita verso la conca alpestre Rotmoos a 2250 m s.l.m. situata sotto la cima di Pegno. Anche se la salita ha messo a dura prova la nostra resistenza fisica, possiamo garantire che ne è valsa la pena per la stupenda vista panoramica che ci siamo meritatamente goduti: il Ghiacciao di Stubai, il gruppo di Tessa e le alpi dell’Oetztal. Dopo una piccola pausa, si è preso il sentiero di ritorno per raggiungere la piccola malga Tallner Alm Kaser a 2.022 m s.l.m. dove abbiamo deciso di fermarci a pranzo.

Alla fine del necessario ristoro, ci siamo diretti al Rifugio Hirzerhuette dove il resto del gruppo ci aspettava ed abbiamo avuto l’opportunità di ammirare altri esemplari di Lama e Alpaca che nel frattempo erano fuori a pascolare. Ci siamo trattenuti ancora a conversare della meravigliosa vista che offre questo luogo, degustando dolce e grappa in ottima compagnia. Arrivata l'ora stabilita, ci siamo incamminanti verso la stazione Klammeben per scendere con le funivie e raggiungere il pullman. Per finire abbiamo fatto un piccolo giro per Saltusio arricchendo questa gita con la storia vedendo il maso dello scudo Salthaus (Schilhof Salthaus) che è uno del più antichi “Schilhoefe” della Val Passiria. Così un poco stanchi ma contenti e soddisfatti abbiamo fatto ritorno a casa.

Francys, Massimiliano e Naomi

 
Escursione micologica a Passo Coe 2016
Scritto da Redazione   

ESCURSIONE MICOLOGICA A PASSO COE
Venerdì 26 agosto 2016

Siamo partiti in più di 30 soci, accompagnati dai nostri esperti Roberto e Lisa, per gli altipiani di Folgaria, meta invernale di sci da discesa  e da fondo. In estate molti sono i turisti che frequentano queste montagne, un po’ deturpate dai numerosi impianti di risalita recentemente allestiti, ma sempre belle e ricche di funghi nelle stagioni favorevoli. La sorpresa è stata la numerosa presenza di piccoli “micologi” in erba; infatti c’erano i due maschietti di Lisa, quello della di lei sorella, il nipote di una nuova socia e la figlia di Francis. Arrivati al passo ci siamo diretti verso i vicini boschi, con l’appuntamento delle 12,30 per il pranzo al Rifugio la Stua. La giornata bella e soleggiata ci ha permesso di percorrere in lungo ed in largo le vicine abetaie e di ritrovarci al rifugio per il pranzo. Qualcuno ha voluto prolungare la ricerca di funghi mangiando un panino e venendo poi a prendersi un caffè o un dolce nel bar.

Svuotati i cestini sui tavoli all’aperto, Roberto ha passato in rassegna il raccolto, spiegando le varie tipologie dei funghi esaminati e le loro principali caratteristiche. Abbiamo constatato che tutti avevano trovato qualche “brisa” ( i più fortunati o bravi anche una decina), poche le russule ed i funghi dal sangue. Altri miceti commestibili sono stati identificati da Roberto che li ha consigliati per un buon misto.

Ci siamo recati, chi a piedi chi in bus, alla vicina Base Tuono dove svettano tre vecchi missili a simboleggiare la funzione, però solo difensiva di questa base Nato, dismessa nel 1977 e tenuta in buon stato di conservazione a memoria della guerra fredda che ha recato tante paure a quei tempi. Chi aveva già visitato la base ha fatto un’ulteriore giro nei vicini boschi ed ha potuto così rimpinguare il cestino con qualche bella “Brisa”. Altri si sono fermati al bar del laghetto, costruito per la raccolta dell’acqua necessaria per la produzione di neve artificiale, per gustarsi un gelato o una fresca bibita. Sulla strada del ritorno ci siamo fermati al caseificio del paese dove, dopo doverosi assaggi, abbiamo comperato formaggi locali ed un ottimo burro.
A commento finale dell’uscita possiamo affermare che è forse la giornata nella quale abbiamo raccolto più “brise” di sempre anche se le altre specie sono state mediamente meno abbondanti.
Alla prossima.


Orazio


 
Dallo Spinale a Vallesinella 2016
Scritto da Redazione   

DA SPINALE A VALLESINELLA E LE SUE CASCATE

Domenica 7 agosto 2016

Spesso le nostre escursioni estive hanno come meta l'Alto Adige, ma si possono fare delle belle gite anche nel nostro Trentino, in particolar modo alla scoperta del gruppo Adamello – Brenta.
Questa volta Marco con il suo pullman ci ha lasciato nei pressi della cabinovia dello Spinale a Madonna di Campiglio, che ci ha portato sulla cima a m.2104. La giornata era fresca ma splendida e la salita ci ha regalato subito panorami mozzafiato verso l’Adamello e la Presanella. Dopo una breve discesa, ci inoltriamo nel bosco lungo un sentiero da cui si vedono prati colmi di fiori tra i quali la protetta Daphne mezereum con frutti a bacca rosso-corallo, Crepis aurea di un bel color arancio, cespi di rododendri e centauree. Il percorso si svolge tutto in discesa per cui le nostre ginocchia sono sottoposte ad un “duro lavoro”.

Attraversiamo zone rocciose fatte da roccia sedimentaria marina, la dolomia principale (da qui il nome Dolomiti), con alternanza di arenarie e conglomerati (di Richthofen) che sovrastano strati di calcari di ere successive. Spesso, questi sedimenti sono ricchissimi di fossili di bivalvi Megalodonti di dimensioni talvolta ragguardevoli. Mentre scendiamo troviamo invece di fronte a noi rocce completamente diverse, i graniti dell’Adamello (tonalite), di natura vulcanica che sono “spuntate” fra la dolomia spinti dal basso, dal lavoro incessante che fa la lava sotto la crosta terrestre.

Il sentiero procede ancora in discesa nel bosco fino ad arrivare a Vallesinella Alta. La malga è in disuso, ma il luogo ha attrezzature e prati comodi per il pic-nic.

Ora il gruppo si divide, alcuni scendono col sentiero più comodo fino a Vallesinella per poi risalire verso le Cascate Alte, gli altri seguono il percorso delle acque sul sentiero più impegnativo ammirando affascinati i suoni, i colori, i giochi d'acqua. A Vallesinella ci ritroviamo tutti.

La gita comprendeva un'altra meta: il Rifugio della Cascata di Mezzo e, a piedi, ritorno a Campiglio, dove ci attendeva il pullman. Una parte ha preferito fermarsi, mangiare qualcosa e usufruire del bus navetta. Gli altri, raggiunto il rifugio in una mezz'ora, hanno potuto ammirare e godere dei freschi spruzzi della spettacolare Cascata di Mezzo. Dopo varie foto, una fetta di torta, in circa 45 minuti eravamo al pullman.

Il ritorno a casa, dopo le immagini, la compagnia e la frescura, ci ha fatto sentire appagati.


MARINELLA

 
Altri articoli...
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 3 di 38