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Rifugio Taramelli - Pozza di Fassa 2017
Scritto da Redazione   

ESCURSIONE AL RIFUGIO TARAMELLI

Giovedì 24 agosto 2017

Partenza in bus di buonora per la val di Fassa; dopo una breve sosta all’hotel Tenz, ripartiamo per Pozza di Fassa. Subito prima di Soraga il traffico ci fa perdere più di un’ora per arrivare a Pozza, zona Meida. Qui vengono a prenderci due bus navetta che ci portano in una decina di minuti, percorrendo il primo tratto della val S. Nicolò, alla Malga Monzoni.

Due intrepidi camminatori hanno fatto il tragitto a piedi. Lungo la strada molte sono le auto ferme ai lati e nei pressi dei boschi ed anche lungo la strada sterrata ci sono molti turisti in cammino. La Malga è “invasa” da molte persone e pertanto prendiamo subito il sentiero per il Rifugio Taramelli. Alcuni, ad un bivio, prendono il percorso che porta al Rifugio Vallaccia (m.2.275 ) e ci raggiungeranno più tardi al Rifugio Taramelli ( m.2.046 ) meta della nostra escursione.

Altri salgono ai 2.820 della lontana Malga Monciogn Alta. Dal rifugio, dopo il pranzo, un gruppetto raggiunge, in circa 30 minuti di salita, il Lago delle Selle per poi tornare a piedi fino a Pozza. Questo piccolo rifugio, gestito da volontari dalla SAT, è uno dei pochi rimasti che hanno mantenuto le caratteristiche dei vecchi rifugi, mentre la maggior parte si è trasformata in Malghe – Ristoranti.

Durante la prima guerra mondiale, essendo sulla linea del fronte, servì come comando austriaco ed ospedale da campo. Torquato Taramelli, al quale è intitolato il rifugio, fu geologo dell’Univesità di Pavia e volontario garibaldino.

La bella giornata ci ha permesso di godere della tranquillità e della frescura del luogo, facendoci scordare la calura dei paesi in valle.

Edoardo

 

 
Monte Cavone - Tires 2017
Scritto da Redazione   

ESCURSIONE A S. CIPRIANO DI TIRES - MONTE CAVONE

Domenica 6 Agosto 2017

Domenica mattina, dopo la sveglia all’alba, siamo partiti in direzione Alto Adige. Arrivati a Tires, ai piedi del Parco Naturale Sciliar-Catinaccio,

la nostra prima tappa è stato il Centro Visitatori: è un luogo molto suggestivo dove è stata ricostruita una antica segheria veneziana e riproposta gli ambienti in cui si viveva una volta.

Le casette del Centro sono arredate con mobili in arte povera. Interessanti anche una serie di vipere in vaso (con le caratteristiche per il riconoscimento di quelle pericolose) e la fauna dei monti vicini con la riproduzione del canto di alcuni uccelli.

Dopo la visita, ci siamo incamminati sul sentiero che conduce a Malga - Hotel Velseck. Nel bosco si sentiva il profumo di resina, si respirava aria pulita e i prati erano ricoperti di fiorellini gialli. Lungo il tragitto abbiamo visto anche un piccolo stagno, dove ci siamo fermati per fare qualche foto. Dopo circa un’ora e mezza di cammino siamo arrivati alla Malga. Il tempo stava cambiando. Prima che il tempo peggiorasse, sono riuscita a scattare qualche foto ad un laghetto con ninfee che si trovava nella vicinanze.

Dopo il pranzo, avendo già cominciato a piovere, ci siamo coperti bene e con mantelle ed ombrelli ci siamo incamminati verso il paese di Tires, dove ci attendeva il nostro pullman. Dato che, a causa del brutto tempo la gita è finita prima, Marinella ci ha proposto di fermarci sulla strada del ritorno nel paese di Castelrotto. Dopo la visita al caratteristico paesino altoatesino siamo ripartiti per tornare verso casa. Nonostante la pioggia, è stata una piacevole giornata in compagnia di persone simpaticissime.

 

Renata Nave



 

ESCURSIONE ALLA CIMA DEL MONTE BALZO

Giornata che non prometteva bel tempo, un po' nuvolosa, che però ci ha permesso di portare a termine la nostra escursione, fino alla meta del Monte Balzo. Il pullman ci ha lasciati a Bagni di Lavinia Bianca e da li abbiamo preso il sentiero che ci ha portato al rifugio Monte Cavone (m. 1734), mentre un altro gruppo ha intrapreso un percorso alternativo. Il Rifugio è situato su un prato circondato da una piacevole vegetazione di abeti rossi e larici, zona amena e riposante; è incastonato tra l'Alpe di Siusi, lo Sciliar e il Catinaccio e lo sguardo spazia sulle Torri del Vajolet e sul Latemar : una veduta mozzafiato.Qualcuno di noi aveva bisogno di rifocillarsi,altri solleciti, avendo visto il cielo plumbeo promettente pioggia, hanno continuato il percorso con passo spedito verso la Cima del Monte Balzo a 1827 metri. Dalla croce del monte si schiude una sorprendente vista sulla Valle Isarco, Bolzano, Castelrotto, Altipiano di Fiè, Catinaccio e Latemar.Qualche goccia di pioggia cominciava a scendere “Benedetta pioggia in una estate siccitosa”. Rapidi e celeri abbiamo intrapreso il sentiero di ritorno. Ci siamo attrezzati perché poi infuriava un forte temporale con lampi, tuoni e saette ; siamo arrivati a destinazione bagnati fradici, ma nel cuore la gioia di aver assaporato le bellezze di questi luoghi unici.

Paola Zendri

 

 
Monte Spicco - Val Aurina 2017
Scritto da Redazione   

ESCURSIONE IN VAL AURINA – MONTE SPICCO

Domenica 23 luglio 2017

Partiti di buonora da Riva, abbiamo raggiunto Campo Tures dopo una breve sosta lungo il percorso. Nella località di Drittelsand, prendiamo la cabinovia che ci porta rapidamente ai 1.960 metri della malga Milchreisen. A questo punto un gruppo prende il sentiero per Speikboden che, in due ore circa di salita e superando un dislivello di 550 metri, porta alla Croce ( m. 2.518 ).

L’altro gruppo prende la seggiovia che porta alla Sonnklar Hutte ( m. 2.400). Alcuni da qui seguono un sentiero in costa che, girando dietro il monte in 1 ora circa, li porta a ricongiungersi col primo gruppo. Un terzo gruppo, partendo dalla Malga, sale su comodi lastroni e gradini fino ai 2.470 metri di un’altra croce di metallo,

circondata dalle ormai consuete costruzioni di sassi impilati ( ometti di pietra ) e con una stupenda vista sulle Tre cime di Lavaredo, Marmolada, Monte Cristallo, Sasso Lungo, Plan Corones, Picco dei tre Signori e altre cime.

 

Si ritorna alla Malga per il pranzo e dopo un po’ di relax, si scende all’arrivo della cabinovia, facendo una lunga e ripida ( 550 metri di dislivello ) discesa. Nel prato a lato della stazione dell’impianto osserviamo con sorpresa una festa dedicata ai bambini con giochi vari, musica, cibo e tanta birra ... per i genitori.


Ricomposto il gruppo con l’arrivo degli altri partecipanti, si scende con la cabinovia al parcheggio per riprendere il bus che ci riporterà a Riva. Lungo il percorso ammiriamo ancora una volta il castello di Campo Tures che domina il borgo antico.

 

 

Gita interessante, tempo buono e percorsi scelti da ciascuno secondo i propri gusti, sempre però con la presenza di una guida e con il continuo contatto con il capo gita.

Orazio

 

 
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