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Viaggio nelle Langhe 2018
Scritto da Redazione   

 

VIAGGIO NELLE LANGHE

Da venerdì 18 maggio a domenica 20 maggio

Puntuale, anche quest’anno, il nostro direttivo ha organizzato un viaggio turistico culturale di tre giorni in una zona d’Italia che molti di noi non avevano ancora ben conosciuto, le Langhe piemontesi. Già nel mese di Gennaio alcuni di noi avevano accennato al Presidente Orazio Boniardi la possibilità di poter andare per il viaggio annuale in tale direzione. Cosi dopo aver avuto gli opportuni consigli da un’ agenzia locali, si è arrivati alla preparazione di questo interessante itinerario, che qui sotto viene descritto.

1° giorno: Partenza di prima mattina da Riva verso la Val di Susa.

Dopo cinque ore di autostrada siamo arrivati a destinazione per la visita guidata alla Sacra di S.Michele Arcangelo, per proseguire nel pomeriggio verso Pollenzo ( luogo ricordato per un epica battaglia dei Romani nell’anno 402 D.C.) coi suoi monumenti rinascimentali e i resti dell’ anfiteatro romano ai bordi del paese. L’Abbazia Benedettina detta Sacra di S.Michele Arcangelo si trova 40 km oltre Torino in media Val di Susa (Monumento simbolo della regione Piemonte). La costruzione di tale imponente opera risale ad alcuni decenni prima dell’anno mille. Essa è posta sulla cima rocciosa del monte Pirchiriano a 962 m. e risulta essere ad oggi uno dei più grandi complessi architettonici/religiosi/santuari d ‘Europa.


 

 

Al suo interno abbiamo visitato una grande chiesa gotica disposta ad arco su tre navate, al di sotto della quale esistono ad oggi alcune primitive cappelle scolpite anticamente dai monaci nella pura roccia. Importante per il luogo è la salita iniziale dello Scalone detto dei morti anticamente destinato sui propri lati a contenere le salme dei defunti.

 


Al termine di questa verticale salita si oltrepassa il portone dello zodiaco e ci si trova su di un estesa terrazza dalla quale si scorgono al di sotto in verticale, le rovine del primitivo monastero dell’anno 987. Al fianco di esso sono rimasti visibili parte della torre di guardia e del campanile incompiuto. 

 


Dopo la sospensione della vita monastica in epoca medioevale, avvenuta per la richiesta di Papa Gregorio XV dal 1622, codesta imponente opera ha avuto un rapido decadimento, durato oltre due secoli. La prima iniziativa di ristrutturazione che si conosca, è datata infatti 1836, voluta principalmente per gli interessi personali del Re Carlo Alberto di Savoia, il quale desiderava in questo luogo contenere gli spazi di sepoltura dei propri congiunti. Da quella data e fino ad oggi, sono passati 182 anni e la gestione del Santuario è stata affidata dal Papa romano ai Padri del “ora Beato” trentino Antonio Rosmini. Nel pomeriggio è stato particolarmente interessante visitare il borgo storico di Pollenzo (definito nel 1997 come Patrimonio dell’Umanità) per il suo Castello medioevale con torre di mattoni rossi, la magnifica Chiesa dedicata a S. Vittore, oltre alla Cascina Albertina che al suo interno ospita la Banca del vino di Bra.

 


2° giorno Castello di Grinzane Cavour- La Morra e Barolo

Dopo la notte trascorsa tranquilla nell’Hotel BVH di Bene Vagienna, tutta la comitiva è salita sul pullman che dopo circa un ora ci ha lasciato all’ ingresso del castello di Grinzane Cavour.


 

Il castello è ben conservato, si presenta come un imponente edificio a pianta rettangolare con un mastio che occupa tutta un'ala, ed una fabbrica a "U" ornata da una serie di torrette: due quadrate e due esterne e pensili, a pianta rotonda. Si ricorda che il castello ospitò per quasi vent'anni nell’ottocento un personaggio del Risorgimento Italiano: Camillo Benso Conte di Cavour. Lo statista vi giunse nel 1830, ospite degli zii, la famiglia De Tonnerre, e qui vi rimase fino al 1849. Dopo queste informazioni avute dalla guida, partendo dal pian terreno siamo saliti nelle grandi sale decorate ed affrescate dei locali. Molto particolare quello dedicato alla presentazione della storia del vino, e i locali dedicati alle arti e ai mestieri del tempo passato. Infine dopo un affaccio sulla torre, siamo scesi al pian terreno visitando l’enoteca e gustando alcune specialità locali. Quindi ci siamo trasferiti a Diano d’Alba per il previsto pranzo all’interno dei locali dell’Agritur “Cascina Rossa”. Prima di sederci a tavola il titolare sig. Beppe Vaglio ha voluto intrattenerci con la visita della sua cantina e del suo personale museo contadino. Che meraviglia! Al termine, risaliti sul bus, ci siamo avviati per il borgo medioevale di La Morra; il paese si trova su un’ altura dalla quale si ammira il paesaggio sottostante fatto di colline, vigneti e noccioleti che si accavallano a vista d’occhio fra la valle del fiume Tanaro e dello Stura. A pomeriggio inoltrato tutti assieme abbiamo passeggiato per le stradine del paese di Barolo, il nome è famigliare a noi tutti per il ricordo profumato del suo celeberrimo vino.


 


3° giorno: Visita ad Alba e Alba sotterranea

La domenica del 21 maggio, ultimo giorno di permanenza in Piemonte, sempre con l’aiuto della guida, ha avuto inizio il percorso cittadino all’interno della città di Alba, per la visita ai suoi reperti storici e archeologici esterni e sotterranei oltre alle chiese ed al museo. Duemila anni fa qui sorgeva Alba Pompeia, così battezzata dal Console romano Pompeo Strabone che in questa zona soleva mantenere una nutrita guarnigione di cortigiani liguri e di uomini in armi. Si ricorda che la città di Alba ha dato i natali ad un generale dell’esercito romano si chiamava Publio Elvio Pertinace che sul finire dell’anno 250 d.c. divenne Imperatore rimanendo tale per soli 18 giorni prima di venire giustiziato dai suoi rivali politici. La storica cittadina è adagiata nello splendido scenario naturale delle Langhe, del quale ne è il centro principale per la vitalità delle sue rinomate industrie e dei prodotti gastronomici, riconosciuti ad oggi in tutto il mondo. (vino, biscotti, cioccolata, tartufi, nocciole ecc.).

 

 

Il nostro giro è avvenuto transitando a piedi nel centro storico, visitando cosi le vestigia ancora visibili di un importante storia locale romana, medioevale, e rinascimentale. Nel 1600 si narra che Alba contasse 100 torri simboli del potere delle famiglie nobili del tempo ; in realtà erano forse molte meno, probabilmente una ventina. Ad oggi molte di esse sono ancora visibili, altre sono state inglobate nelle costruzioni susseguitesi nei secoli. Il gruppo, terminato il percorso in superficie, per oltre un ora è sceso nei sotterranei della città vecchia, “Alba sotterranea” potendo cosi ammirare i camminamenti fra le fondamenta storiche di edifici con oltre duemila anni di età. All’uscita del percorso il gruppo, sempre con la guida al fianco ha visitato, il Museo F. Eusebio, che contiene reperti fossili di animali vissuti nel Cretaceo quando la zona collinare risultava infossata nel mare primordiale. Abbiamo poi raggiunto il paese di Rodello dove, in posizione panoramica sui vigneti sottostanti, si trova il ristorante “Il Faro di Rodello” molto conosciuto per la sua cucina. Il luculliano pranzo consumato non ha smentito la sua fama sia per il cibo che per gli ottimi vini serviti, buon viatico per un soddisfatto ritorno a casa.

 

Edoardo

 

 

 
Da Punta S. Vigilio - Monte Luppia 2018
Scritto da Redazione   

 

GIRO DEL MONTE LUPPIA DA PUNTA SAN VIGILIO

Domenica 22 aprile 2018

Anche quest’anno ci siamo ritrovati numerosi al primo appuntamento stagionale delle gite previste dal nostro calendario preparato fin da inizio anno dal Consiglio Direttivo, così chè alle otto una trentina di persone è salita sul bus di linea di ATV Verona con destinazione basso lago e fermata nella zona del parcheggio di Punta S.Vigilio ove ci attendeva per la passeggiata gardesana la nostra guida locale, il sig.Valerio Sartori di Brenzone.  Messo lo zaino in spalla, siamo partiti a lato della statale per il sentiero 41 “detto del pellegrino”, che fin da epoca medioevale collegava, in profilo all’attuale statale gardesana, al di sopra del lago, le varie località abitate in quei tempi.

La giornata, che si presentava meteorologicamente ottima fin dal primo mattino, ha subito acceso l’entusiasmo di noi gitanti. Con Valerio abbiamo pertanto intrapreso un gratificante dialogo lungo tutto il cammino: abbiamo da subito capito che la nostra guida è un profondo cultore della memoria, nonché esperto conoscitore della zona e di tutta la flora presente alle pendici del Monte Baldo. Ad ogni sua fermata, noi tutti eravamo rapiti dalle sue certosine spiegazioni su ogni cosa fosse messa alla sua attenzione (fiori, erbe, piante ecc.). Il percorso intrapreso, altalenante e parallelo alla statale gardesana, si sviluppa per oltre una decina di Km,; da Sud verso nord del lago porta ad ammirare un'estesa quantità di suggestivi paesaggi, che si snodano dapprima fra oliveti, poi su prati ed infine su tratturi e sentieri boschivi di carpino, roverella e frassino. Dopo il pranzo al sacco consumato verso le ore tredici nei pressi di un antico oliveto e con già diverse ore di cammino percorse, siamo arrivati, dopo molte ed impegnative salite, nella zona di Crero Alta, ove ancor oggi si possono ammirare antiche incisioni rupestri del paleolitico, lasciate dalle prime antiche tribù vissute sulle sponde del più grande lago italiano.

Di qui il percorso è divenuto molto più semplice perché tutto in discesa; dopo aver costeggiato diverse casette e masi isolati di media montagna, ci siamo riuniti con i ritardatari nella piazzetta della piccola frazione di Crero Bassa, frazione minima del comune di Torri del Benaco. Più avanti, nei pressi della antica chiesetta di S. Siro, risalente al XVII secolo, abbiamo goduto di uno splendido panorama con vista sul lago al tramonto. Sotto di noi in distanza, abbiamo potuto scorgere la nitida torre del paesino di Pai del Benaco, con poche case e molti alberghi, luogo d'incontro per il rientro con l'autobus di linea. Soddisfatti della bella giornata e contenti siamo tornati alle nostre case.

EDOARDO

 

 

 

 

 
Escursione a Cesena,S.Marino,Acquapartita 2017
Scritto da Redazione   

GITA MICOLOGICA - TURISTICA A CESENA, S.MARINO, urbano ACQUAPARTITA

Sabato 23/domenica 24 settembre 2017


Finalmente il sogno di Marinella si è avverato. Da alcuni anni proponeva una gita alla ricerca di funghi sugli Appennini ma non si riusciva mai a trovare qualche Gruppo micologico che ci facesse da supporto. Finalmente Francys ci ha messo in contatto con il Gruppo Micologico val del Savio di Cesena, con il quale aveva intrattenuto rapporti via mail. Per cui alla fine siamo riusciti ad organizzare la tanto sospirata gita micologica in … Romagna. Filippo ed Alan ci hanno accolti con grande allegria a Cesena e ci hanno accompagnato alla scoperta di questa ricca città malatestiana che molti di noi non conoscono.

 

 

Dapprima la visita della Biblioteca Malatestiana, una delle più antiche d’Italia, proclamata “Memoria del Mondo” e patrimonio dell’Unesco, che ci fa vedere una raccolta enorme di libri, di carte geografiche antiche e di codici miniati custoditi nell’antico convento di San Francesco, risalente alla seconda metà del 1400, a cura di Malatesta Novello, signore della città. Notevole la sala di consultazione (interdetta a tutti) di forme gotiche con banchi per lettura, con libri antichi trattenuti da catenelle, con colonne che terminano con capitelli recanti i simboli araldici dei Malatesta. Tutto è rimasto immutato da cinquecentocinquanta anni. Sul timpano del portale di accesso campeggia l’elefante, emblema dei Malatesta (con il motto l’elefante indiano non teme le zanzare).

Segue la visita della città andando verso il Municipio e salendo fino alla Rocca che domina il territorio circostante con ampia vista verso il mare.

 

 

Cesena deve ai Malatesta anche questa Rocca, una delle più imponenti della Romagna, con corte, due torrioni centrali (detti maschio e femmina). Nel primo c’è un’esposizione di ceramiche malatestiane, nel secondo è allestito il Museo dell’Agricoltura. La Rocca è circondata da un’ampia fortificazione di mura dalla quale si ha una vista d’insieme di tutto il territorio sottostante.

Breve sosta per il ristoro nel prato interno della Rocca con un sole splendente e poi partenza per il REGNO di SAN MARINO per visitare la città ma soprattutto per guardare la mostra dei funghi che i nostri nuovi amici hanno allestito sotto i portici (come noi) del Borgo Maggiore.

 

 

Siamo poi saliti, con la funivia, alla Basilica del Santo, alla torre della Guaita e alle mura che avvolgono il borgo tra vicoli, piazzette e negozi.

A sera ci troviamo al paese di Acquapartita, in un albergo con la vista su un piccolo lago che ha invitato tanti di noi a fare una passeggiata dopo la succulenta cena, passando fra vari pescatori che si preparavano ad una notte insonne di pesca.

 


Al mattino, metà dei soci parte con Filippo per i boschi circostanti alla ricerca dei funghi mentre gli altri si recano a visitare una piccola cittadina poco distante, SARSINA: una vera scoperta.

Risalente al V-IV sec. a.c., cittadina romana dal III sec. a.c. e patria del poeta Plauto, ha lasciato un patrimonio notevole di tombe, mosaici e statue raccolte nel Museo Archeologico della città. Visitato il museo con la guida della Pro Loco e successivamente la Basilica Cattedrale di san Vicinio, raccogliamo i cercatori di funghi (che hanno trovato ben poco) e torniamo all’hotel per “il pranzo di nozze”, mille … portate e gustose specialità. Durante il pranzo, il presidente Orazio dona al Gruppo ospitante una targa a ricordo del piacevole incontro.

 


Nel pomeriggio, satolli e soddisfatti, torniamo a casa.


Minisa e Orazio


I Micologi rivani a funghi nei boschi dell’Appennino Cesenate

Domenica 24 settembre 2017

Dopo la notte trascorsa all’Albergo Cacciatore, posto sulle rive del laghetto di Acquapartita, che risulta essere una piccola frazione di Bagno di Romagna in provincia di Forlì/Cesena, la mattina di buon ora, dopo una generosa colazione a buffet, ci siamo incontrati con i nostri amici del Gruppo micologico val di Savio, Filippo, Urbano e Oscar che ci hanno accompagnato nei boschi della zona alla ricerca di funghi. Così, pronti ed equipaggiati di cesti e bastoni, ci siamo incamminati dietro a loro e, dopo aver percorso un tratto di strada forestale, ci siamo divisi per gruppi e dispersi nei boschi di querce e faggi della zona denominata "riserva collinare del lago Lungo e Pontini." Purtroppo eravamo già stati avvisati la sera prima in albergo da alcuni avventori del luogo, che la grande siccità dei mesi estivi precedenti aveva lasciato gran segno di secchezza e aridità in tutto il fogliame del sottobosco, dandoci cosi poca speranza di un buon raccolto per il mattino seguente. Infatti le condizioni avverse trovate sul posto, nonostante il nostro accurato controllo del terreno, hanno dato per quasi tutti i cercatori esito negativo. Solo alcuni di noi hanno messo mano su alcuni piccoli porcini e su pochi altri

esemplari (Lepiote, Suillis, Licoperdum, ecc.). L’escursione è comunque terminata in serenità nei pressi di un bar sulle rive dello splendido laghetto Pontini, ove abbiamo sorseggiato in tranquillità, fra chiacchiere e risate, un aperitivo, prima di avviarci con il gruppo riunito al pranzo domenicale che ci attendeva nel ristorante dell’hotel.

Edoardo

 

 
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