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Punta Larici - Malga Palaer 2016
Scritto da Redazione   

ESCURSIONE PRIMAVERILE DA PREGASINA A MALGA PALAER
Domenica 10 aprile 2016

La prima uscita stagionale del Gruppo Micologico viene solitamente effettuata in località vicine e usando mezzi propri, data la poca distanza da Riva.
Quest’anno in calendario troviamo questa passeggiata lungo i sentieri dei monti del Garda che, pur conosciuta da molti, ci regala sempre magnifici scorci del Lago e di Limone.                   
Partiti in una trentina dalla sede verso le 9.00, in una giornata di sole e di temperatura gradevole, abbiamo rapidamente raggiunto il parcheggio di Pregasina, sotto la chiesetta ed il piccolo cimitero e ci siamo quindi incamminati lungo la strada forestale che in circa un’ora e mezza, ci ha portati a Bocca Larici. Il toponimo della sella non è casuale: infatti la zona è caratterizzata dalla presenza di numerosi alberi di larice: si tratta dell’unica conifera non sempreverde le cui foglie in autunno assumono spettacolari colorazioni giallo–arancio. In molti abbiamo notato che, nelle prime rampette del percorso, il suolo era stato cementificato per lunghi tratti, rendendo più faticoso il cammino. Inutile dire che, come ormai succede spesso, abbiamo incontrato sul sentiero numerosi bikers che salivano alla Malga; altri scendevano e a questi bisognava fare attenzione perché spesso la loro velocità “è un pericolo per chi cammina”. Abbiamo quindi percorso il breve tratto di strada che ci ha portato a Punta Larici da dove abbiamo ammirato un fantastico panorama del lago che, data la giornata limpida, ci permetteva di spaziare con lo sguardo fino alla pianura.

La posizione è molto prominente sul Garda: dalla cima, il pendio precipita strapiombante sulle sottostanti acque e di conseguenza la vista è indimenticabile.
Dopo una breve sosta per ristoro e foto, abbiamo ripreso la strada per Malga Palaer che abbiamo raggiunto in circa 20 minuti. La Malga, di proprietà degli Alpini di Pregasina, costruita negli anni novanta in pietra e cemento, è aperta solo in particolari occasioni ed è circondata da un bel prato che invoglia al pranzo sull’erba. Presso il rifugio è presente un’ottima e abbondante fonte d’acqua, l’unica lungo il percorso ed una torretta di legno per l’avvistamento degli animali.

Ci sono anche tavoli e panchine per un più comodo desinare. Nonostante la zona sia conosciuta per fioriture di alcune specie floreali, sul prato c’erano solo violette ed alcuni minuscoli fiori gialli che si nascondevano nell’erba.

Qualcuno si è steso sul prato per prendere un po’ di sole e per un riposino; altri hanno chiacchierato del più e del meno, finché si è deciso di ripartire per Pregasina ripercorrendo il sentiero già fatto.
Prima gita distensiva, non faticosa; tempo bello e compagnia come sempre allegra e tranquilla.


 
Festa delle Candele a Malcesine 2016
Scritto da Redazione   

LUNEDI' 01 FEBBRAIO 2016
Festa delle candele (triduo)

Quest'anno non eravamo in molti alla chiesa parrocchiale di Malcesine per partecipare all'incontro con le Associazioni culturali e sportive viciniori. Ogni anno vi si tiene il "Triduo", cerimonia religiosa che raccoglie tante persone impegnate nel sociale, intorno all'altare ornato da più di 600 candele.

Durante la cerimonia i rappresentanti di ogni Associazione appongono il loro "Logo" sulle nervature di una foglia di vite, che rappresenta la presenza dei Soci nel tessuto sociale della zona.
Dopo la Messa, i canti e l'esecuzione musicale di motivi religiosi, si chiude un sipario sul proscenio e dopo breve tempo si riapre mostrando tutte le candele accese con il loro bagliore ed il Santissimo nell'Ostensorio.

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All'esterno della chiesa, organizzato dai volontari delle Associazioni, abbiamo trovato tavole imbandite con assaggi di bruschette con l'olio pregiato della zona, panini imbottiti, vin brulè, dolci e bevande varie.

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Giorgio e Minisa

 
Escursione Micologica In Bondone 2015
Scritto da Redazione   

GITA MICOLOGICA E PRANZO SOCIALE A MALGA BRIGOLINA - Candrai

Sabato 10 ottobre 2015

In una mattinata fredda ed autunnale, ci siamo ritrovati in sede solo in sei, incuranti del cattivo tempo e, dopo aver atteso inutilmente l’arrivo di altri partecipanti, siamo partiti alla volta del Bondone, meta della nostra gita.

Arrivati abbiamo chiesto notizie di Roberto, che ci aveva assicurato la sua presenza, ma purtroppo ha comunicato che non era disponibile per un improvviso impegno.

Abbiamo perlustrato i boschi, percorrendo parecchia strada, ma il raccolto è stato scarso e privo di qualità eccellenti, quali porcini ed altro, ma limitato a chiodini, morette, funghi del sangue e qualcosa di misto.

Rientrati in prossimità della Malga Brigolina, abbiamo trovato ad attenderci parecchi soci,; altri,visto che l’incontro era stato fissato per il sabato e non per la domenica, come siamo soliti fare, non hanno partecipato e quindi eravamo solo una quarantina.

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Il pranzo è stato gradito anche perché un lauto antipasto, seguito da un abbondante piatto unico ha soddisfatto i commensali.

Al termine, abbiamo controllato, avvalendoci dei soci più esperti, il raccolto dei cestini ed i funghi, dei quali non avevamo la sicurezza completa, sono stati portati a Lisa, perché fossero controllati in sicurezza.

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La partecipazione a questa gita è stata molto scarsa, ma forse uno dei motivi è che i boschi non offrivano, data la scarsità di pioggia, che qualche fungo sparso e che come sempre molti privilegiano per vari motivi, il pranzo alla “ passeggiata” nei boschi.

Noi che abbiamo percorso i boschi tutta la mattinata, ci siamo ritemprati il corpo e lo spirito immersi nella quiete della natura che si presentava nella sua splendida veste autunnale.

                                                                                               Ilda

 

UNA GIORNATA D’AUTUNNO NELLA VALLE DEL’EDEN

Non credo di esagerare se illustro con adeguati aggettivi la nostra gita micologica a Candriai del Bondone.

Doveva essere quella di chiusura della stagione 2015. Ebbene, a parte la scarsità di funghi, la natura ci ha riempiti di stupore. Le betulle con i loro tronchi fasciati e le tremule foglie dorate, creavano un paesaggio russo. I prati ancor verdi accoglievano le mucche quasi immobili in attesa della mungitura. Le montagne circostanti erano già innevate e toccavano in un gioco ottico il cielo azzurro.

Che importa se i miei funghi sono rimasti sotto gli aghi di pino; stanno meglio nel loro habitat senza finire spezzati in un cesto.

Tanto per essere esatti, li abbiamo avuti cucinati in tavola, trasformati in sugo ed uniti alla carne.

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Qualche “fungaiolo” direbbe : ma cosa sono queste romanticherie? “Bina su e tasi” e a casa varda de averghe na bela tegia de pocio da consumar en compagnia de qualche socio”.

                                                        Moli

 
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