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Monte Bondone e Cornetto 2015
Scritto da Redazione   

Escursione alle Viote del Bondone e Monte Cornetto
Domenica 14 giugno 2015

Per questa gita avevamo già programmato di fare due gruppi, con me i camminatori per raggiungere la cima del Cornetto, il secondo con Minisa attraverso i prati per una lezione di botanica e geologia.
All'arrivo, grossi nuvoloni promettevano pioggia. Con il mio gruppo di speranzosi escursionisti, abbiamo raggiunto la tabella con le segnalazioni del percorso "Delle Tre Cime".

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Anche se più impegnativa, decido di salire dalla scorciatoia attraverso il bosco per avere una protezione in caso di pioggia. Lungo il sentiero iniziamo ad ammirare i primi fiori, tipici di questa stagione, un anteprima di quello che troviamo, finito il bosco, nei prati più in alto.

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Purtroppo arrivati in cresta, dove con il sereno si ammira un superbo panorama, ci accolgono nebbia e vento freddo. Rimandiamo l'arrivo al Cornetto ad un altra occasione. Sperando nella clemenza del tempo, scendiamo verso il Passo con un sentiero più comodo. Sulle panche dell'Osservatorio, alcuni si fermano per il pranzo al sacco divertendosi ad ammirare le figure ed il panorama che si riflettono sulla sua tondeggiante superficie. Anche i componenti dell'altro gruppo si fermano ad amirare questa meraviglia.

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Altri raggiungono la Malga Viotte per il pranzo e per ammirare la fioritura del Giardino Botanico e la nuova parte alta dove sono stati ampliati gli spazi dedicati a piante e nuove fioriture montane.
Ancora una volta il brutto tempo ci ha risparmiati, scaricando tuoni, fulmini e pioggia in valle, lasciandoci godere le bellezze incontaminate delle Viotte.
                                                                               Marinella


Davanti a noi la natura si è sbizzarrita in una moltitudine di fiori che creavano armonie di gialli e viola, di rosa e di rosso immersi nel verde dei prati. Una vera tavolozza di colori.

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Percorrendo a tratti il sentiero delle piste da fondo, si passa nella torbiera e di fianco a piccoli "laghetti" dove vivono alcune piccole piante carnivore.

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Gigli gialli, achillea millefoglie, "crepis aurea", campanule, ranuncoli a profusione, giglio rosso e martagone ci hanno accompagnato nel giro dell'anfiteatro di Viote sotto la cima del Bondone.

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Vedevamo in lontananza la nebbia che saliva verso il Cornetto e pensavamo agli altri amici probabilmente in difficoltà. Ma alla fine ci siamo ritrovati al Rifugio ed abbiamo ammirato insieme la meravigliosa flora del'Orto Botanico.

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                                                                                Minisa

 
Val di Sole - Malga Fasson 2015
Scritto da Redazione   

Escursione in Val di Sole - Malga Fazzon

Domenica 17 maggio

Con il bel numero di 60 persone, giunti in pullman a Pellizzano (val di Sole), siamo saliti percorrendo il sentiero degli Gnomi (così chiamato per le molte statue intagliate nei tronchi di alberi tagliati) orientandoci all'interno di un bel bosco di faggi su fino a malga Bassa m.1270. Poco oltre abbiamo raggiunto il lago dei Caprioli, luogo per noi di sosta e pranzo al sacco (possibile pure presso il rinomato chalet/bar in bella posizione con una  veranda che guarda il lago). Una "goccia" di acqua verde che ci si presenta in modo improvviso: tutti noi percorriamo il sentiero che circonda il lago tra rigagnoli, ponticelli e piccole cascate: un luogo ameno in cui senti solo il cinguettare degli uccelli.

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Di qui poi si prosegue e, in circa 45 minuti, con ripido sentiero fra prati e boschi cedui, si raggiunge la posizione est di malga Alta a m.1546, sottostante alla granitica cima delle Laste (m.2770). La malga è situata alla medesima altezza, in linea laterale ovest delle rinomate località invernali di Marilleva e Folgarida. Dalla zona della malga, in giornata serena, si possono ammirare, oltre alle intere valli sottostanti, le cime Sud dell' Ortles /Cevedale, con in primis il monte Vioz m.3645, che chiude verso nord l'intera val di Rabbi.
Al ritorno al paese, il progamma prevede  la visita al castello di Ossana, appositamente aperto dietro nostra richiesta dai responsabili della gestione del posto e che ringraziamo per la cortesia.

 

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Arroccato in una posizione altamente strategica, il Castello di Ossana fu alternativamente proprietà di numerose famiglie vescovili, dei Conti del Tirolo e della famiglia bresciana dei De Federicis, quindi degli Heydorf e dei Bertelli.
Conosciuto anche come Castello di S. Michele per la cappella situata al suo interno, il Castello di Ossana venne fatto erigere con molta probabilità durante il VI secolo, in età longobarda, ma la prima documentazione scritta risale al 1191. Le caratteristiche principali che rendono la fortezza unica nel suo genere sono proprio l'inespugnabilità della sua posizione strategica ed il mastio quadrangolare di 25 metri, in buono stato di conservazione. Nel Cinquecento attraversò un momento particolarmente critico a seguito dei saccheggiamenti ad opera dei contadini locali durante la cosiddetta "guerra rustica"; alcuni secoli dopo divenne sede di guarnigione durante l'occupazione napoleonica.
Alle soglie del Novecento fu comproprietaria del castello Bertha von Suttner, Premio Nobel per la pace nel 1905. Oggi Castel Ossana è di proprietà della Provincia Autonoma di Trento e, a seguito dei lavori di restauro, è stato reso visitabile dal 1996.

Al termine della visita , dopo aver ringraziato la giovane guida per la sua esauriente spiegazione, abbiamo intrapreso la strada del ritorno al nostro lago e ci siamo lasciati con un arrivederci alla prossima escursione.                       

Edoardo e Minisa

RACCONTO DI MARTINO E NONNA CARLA

Domenica 17 maggio sono partito con la nonna per la Val di Sole. Ero molto entusiasta per questa mia gita con i micologi. La giornata era molto soleggiata. La prima pausa è stata a Cles, con la nonna ho visitato la chiesa parrocchiale. Abbiamo proseguito verso Pellizzano. Arrivati lì, Marco, l'autista ci ha lasciati. Camminando per il paese abbiamo trovato il sentiero detto degli "Gnomi" perché c'erano dei tronchi tagliati a forma di gnomi e c'era pure la strega e una civetta. Ad un certo punto del sentiero abbiamo trovato dei grossi tronchi tagliati e per proseguire abbiamo dovuto scavalcarli, ed attraversare un ponticello, sopra il
fango. Camminando, camminando in mezzo al bosco, finalmente siamo arrivati al lago dei Caprioli. Il lago dei Caprioli è un caratteristico laghetto alpino a 1280 mt di quota, molto bello con tanti pescatori di trote. Dopo aver mangiato i panini siamo andati a fare il giro del lago, un panorama incantevole. Lungo il sentiero Ilde e Orazio, hanno trovato il primo fungo della stagione ed erano molti entusiasti. Il programma della gita prevedeva anche di raggiungere la malga Fazza Alta, noi però non siamo andati perché non avevamo tempo. Verso le 15:00 siamo ritornati al pullman e siamo partiti per il castello di S. Michele a Ossana. Una volta arrivati Tommaso, la guida, ci ha spiegato la storia del castello. Sorge su uno sperone e molto probabilmente risale all'epoca dei Longobardi nel periodo del 1200. Alla guida del castello si succedettero varie famiglie nobili, dai Principi Vescovi di Trento ai De Federici. Alla fine lo acquistò la Provincia di Trento. Dopo il restauro, è stato inaugurato e aperto al pubblico il 6 luglio 2014. Poco dopo la guida ci ha divisi in due gruppi, per poter visitare la torre. Al piano terreno c'era una sala dove si fermava a riposare il Principe Vescovo quando si recava ad Ossana per riscuotere le tasse. La scala che collegava i vari piani era contenuta nel muro, profondo 2 m. Arrivati in cima alla torre, il panorama era molto bello. Si poteva vedere la casa di S. Vigilio. Nel cortile del castello, all'interno di una stanza, abbiamo trovato, con grande sorpresa, un bellissimo presepe, curato in ogni particolare che raffigurava un S. Natale al fronte, durante la prima guerra mondiale. Verso le 18.00 siamo partiti per tornare a casa. Quando arrivammo ad Arco io ero molto soddisfatto per la gita.

Martino e nonna Carla

 
S. Giovanni al Monte - Monte Biaina 2015
Scritto da Redazione   

Domenica 12 aprile, con i micologi rivani, da S.Giovanni al monte alla cima del monte Biaina.

Percorso escursionistico di media difficoltà con dislivello di 300 metri, da farsi in circa due ore.

Come da programma, siamo partiti all’orario concordato con numerose auto dalla nostra sede di Viale dei Tigli per trascorrere in compagnia la nostra prima gita primaverile della stagione appena iniziata. La passeggiata ha fatto da test a ciascuno dei presenti per poter controllare la propria forma fisica in attesa delle più impegnative escursioni estive.

In una splendida mattinata di sole siamo arrivati cosi a S .Giovanni al monte in loc. “Prai da Gom alti” a quota 1125; scesi dalle auto, dopo una breve conta fatta dal nostro capo gita Nicola (eravamo una trentina) , ci siamo subito incamminati tramite una strada forestale di media pendenza, per la salita al monte.

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Camminando nel fresco calpestar di foglie di faggio e aghi di pino per circa un km, abbiamo attraversato un bellissimo bosco e dopo 40 minuti siamo arrivati al delimitare dello stesso, in loc. Naciole, a quota 1218, ove abbiamo sostato per breve tempo.

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Riunito il gruppo, rimessi gli zaini in spalla, si è poi preso lo stretto e ripido sentiero 407 fin al termine della fitta vegetazione spontanea che ci ha permesso di ammirare splendidi cuscini di muschi e di erica montana in piena fioritura. Arrivati quindi in loc. Sella di Semonte ognuno di noi ha trovato un proprio spazio per un minimo di riposo. Ripreso il fiato abbiamo quindi affrontato a coppie il crinale ovest del sottomonte del Biaina, alternando brevi discese e ripide risalite finchè, in perfetto orario alle ore 12, siamo giunti in parecchi alla cima posta a quota 1412. Stupendo il panorama sulla valle dei Laghi, Dro, lo Stivo, Drena l’Altissimo , il Bondone, la Paganella, il Brenta, il Carrè Alto e tutte le altre cime a formare uno stupendo paesaggio a 360 gradi. L’ultima parte della salita è stata impegnativa, ma la vista di questo spettacolo della natura ci ha ampiamente ripagato.

 

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Consumato il pranzo al sacco sotto uno splendido sole e dopo aver posato per le foto di gruppo vicino alla croce ( abbiamo anche firmato il libro ricordo a nome del Gruppo), alla spicciolata siamo tornati, per lo stesso sentiero, fino a dove avevamo lasciato le vetture. Alcuni di noi sono passati dalla baita della Sat per un saluto e gli amici presenti, molto ospitali, ci hanno offerto un piccolo rinfresco. Dopo i saluti di rito ci siamo congedati , con la promessa di ritrovarci ancor più numerosi per la prossima gita prevista in val di Sole nel mese di maggio.

(NOTA) Sulla sommità del monte Biaina dal 30.04.1995 è posata una croce in metallo, dono della città di Rosenheim -Germania, per suggellare il gemellaggio fatto in quello stesso anno con la cittadina di Arco. Il 30 aprile del 2005 a ricordo del decennale della posa sulla sommità del monte il nostro arcivescovo Mons. Bressan, alla presenza di numerose autorità civili e religiose, ha officiato una seguitissima S. Messa trasmessa poi in TV regionale nei giorni seguenti.

Edoardo e Janpierre

 
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