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Dallo Spinale a Vallesinella 2016
Scritto da Redazione   

DA SPINALE A VALLESINELLA E LE SUE CASCATE

Domenica 7 agosto 2016

Spesso le nostre escursioni estive hanno come meta l'Alto Adige, ma si possono fare delle belle gite anche nel nostro Trentino, in particolar modo alla scoperta del gruppo Adamello – Brenta.
Questa volta Marco con il suo pullman ci ha lasciato nei pressi della cabinovia dello Spinale a Madonna di Campiglio, che ci ha portato sulla cima a m.2104. La giornata era fresca ma splendida e la salita ci ha regalato subito panorami mozzafiato verso l’Adamello e la Presanella. Dopo una breve discesa, ci inoltriamo nel bosco lungo un sentiero da cui si vedono prati colmi di fiori tra i quali la protetta Daphne mezereum con frutti a bacca rosso-corallo, Crepis aurea di un bel color arancio, cespi di rododendri e centauree. Il percorso si svolge tutto in discesa per cui le nostre ginocchia sono sottoposte ad un “duro lavoro”.

Attraversiamo zone rocciose fatte da roccia sedimentaria marina, la dolomia principale (da qui il nome Dolomiti), con alternanza di arenarie e conglomerati (di Richthofen) che sovrastano strati di calcari di ere successive. Spesso, questi sedimenti sono ricchissimi di fossili di bivalvi Megalodonti di dimensioni talvolta ragguardevoli. Mentre scendiamo troviamo invece di fronte a noi rocce completamente diverse, i graniti dell’Adamello (tonalite), di natura vulcanica che sono “spuntate” fra la dolomia spinti dal basso, dal lavoro incessante che fa la lava sotto la crosta terrestre.

Il sentiero procede ancora in discesa nel bosco fino ad arrivare a Vallesinella Alta. La malga è in disuso, ma il luogo ha attrezzature e prati comodi per il pic-nic.

Ora il gruppo si divide, alcuni scendono col sentiero più comodo fino a Vallesinella per poi risalire verso le Cascate Alte, gli altri seguono il percorso delle acque sul sentiero più impegnativo ammirando affascinati i suoni, i colori, i giochi d'acqua. A Vallesinella ci ritroviamo tutti.

La gita comprendeva un'altra meta: il Rifugio della Cascata di Mezzo e, a piedi, ritorno a Campiglio, dove ci attendeva il pullman. Una parte ha preferito fermarsi, mangiare qualcosa e usufruire del bus navetta. Gli altri, raggiunto il rifugio in una mezz'ora, hanno potuto ammirare e godere dei freschi spruzzi della spettacolare Cascata di Mezzo. Dopo varie foto, una fetta di torta, in circa 45 minuti eravamo al pullman.

Il ritorno a casa, dopo le immagini, la compagnia e la frescura, ci ha fatto sentire appagati.


MARINELLA

 
Plose Bressanone 2016
Scritto da Redazione   

ESCURSIONE NATURALISTICA – PLOSE DI BRESSANONE

Domenica 24 luglio 2016

La Plose è un gruppo di tre cime, la quota della maggiore (cima Gabler) è di 2.576 m. La montagna paradiso dello sci invernale Ski area con ben 42 km di ottime piste sorge e domina dall'alto la città di Bressanone, in alta Val d'Isarco in  provincia di Bolzano. In estate la zona offre numerosissimi sentieri per escursioni adatte a persone di ogni età, visto che in quota è possibile salire sia in auto sia con funivia. Noi siamo saliti col pullman fino alla zona di arrivo di Valcroce a 2050 m. La gradualità del viaggio ha permesso una buona acclimatazione e siamo giunti all’inizio del raggruppamento di vari sentieri. Il più importante è la via panoramica delle Dolomiti che collega la zona Plose al passo delle Erbe, posto sotto le meravigliose cime del Sass Putia 2875m. e delle Odle, e del Sass Rigais 3025m.

Qui il gruppo si è diviso: alcuni hanno seguito la via impegnativa del Gabler che, con i suoi 2.576 metri di altezza, domina la città di Bressanone.

Il gruppo della Plose è formato da diverse cime, tra cui il monte Telegrafo (2.486 m), il monte Gabler (2.576 m), il monte Fana (2.547 m) e  cima colle Plose (2.445 m). La vista a 360° consente una panoramica unica ed incredibile sulle montagne adiacenti.

Altri hanno seguito il sentiero che porta alla RossAlm, bel punto di ritrovo di “tutto il mondo”, attraverso un percorso originale dedicato in particolare ai giovanissimi, chiamato “WoodyPark”.

Lungo questo sentiero troviamo pregevoli sculture lignee (coccodrillo, serpente, scivoli, civette e scoiattoli) ed un carro porta legna intagliato.

Ognuno di noi si è divertito con questi “giochi” soprattutto Minisa con la zattera sullo stagno ed altri che hanno fatto il percorso Kneipp tra sassi, sassolini e acqua gelata. Da un punto panoramico nei pressi del Rifugio abbiamo ammirato le Odle in tutta la loro possanza.

Nel pomeriggio, prima di ritornare al pullman, il gruppo degli “arditi” ci ha raggiunto al WoodyPark ed insieme abbiamo gustato i dolci e lo yogurt coi frutti di bosco accompagnati dal suono dei classici “tromboni” altoatesini.


Carlo Modena e Minisa


 

 
Escursione da Plan a Passo Gardena 2016
Scritto da Redazione   

ESCURSIONE A SELVA, PLAN, PASSO GARDENA

3 luglio 2016

Dopo la partenza da Plan, a nord di Selva Gardena (1563 m.), sotto un cielo plumbeo, abbiamo iniziato un sentiero che si snoda subito in ripida salita verso il Plan de Gralba. Da qui, scelto il 657 e poi il 653, con percorso alternato fra rocce e mughi a mezza costa sotto le ripide rupi del gruppo del Sella, siamo saliti fino al passo Gardena (2121 m.), punto ove quasi tutti sono arrivati in circa tre ore di generoso cammino.


Terminata la pausa pranzo al passo Gardena, con il miglioramento del tempo, alcuni ardimentosi riprendono quota per arrivare fin sotto le forcelle del Gruppo del Cir a 2295 m., ove oltre al panorama eccezionale sul gruppo Sella, Sassolungo e Pordoi, è stato possibile (per un breve tempo di schiarita) fare alcune foto.

Quindi si ritorna a valle con altro sentiero, il 654, per il previsto ritrovo al paese di Selva Gardena. Nella discesa, durata circa due ore, il dislivello di quota misurata è di oltre 700 m.

Nella stessa giornata, lungo il percorso abbiamo incrociato sulla la S.S. delle Dolomiti di Sella i corridori partecipanti alla 30esima edizione della Maratona delle Bici/Dolomiti, organizzata con partenza e arrivo a Corvara in val Badia.

Sono 138 km ad anello, con transito per ben 5 passi: Sella, Gardena, Falzarego, Campolongo e Giau.

Edoardo

La gita di oggi ha voluto tener fede ad uno degli scopi della nostra Associazione “Conoscenza e protezione della Flora Alpina” e l’osservazione dei prati che abbiamo percorso ne è una testimonianza.

E' stato un susseguirsi, da parte di diverse socie e soci, di inchinarsi per meglio fotografare quei piccoli capolavori della natura che sono i fiori spontanei che vanno dal bordeaux della Negritella (che profuma di cacao), al viola della Campanula di Monte, al Bosso strisciante, all'aerea Barba di Becco, al piccolo Raponzolo, alla cupola di semi della Pulsatilla sulphurea.

In un avvallamento, vicino ad un masso, tra altri fiori spicca un gruppo di Aquilege di diversi colori, dal viola, all'azzurro, dal rosso e al rosa.


I prati fioriti sono una miniera di biodiversità, prezioso alimento di specie diverse: piccoli insetti, api, uccelli e mammiferi che favoriscono l'impollinazione dei fiori.

La nostra Regione ha attivato un programma di protezione ambientale e di informazione per la salvaguardia di questi ecosistemi e si notano già alcuni risultati tanto che le persone ammirano i fiori, li fotografano e raramente li raccolgono.

MARINELLA

 

 

 

 

 
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