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Viaggio a Trieste e Istria 2015
Scritto da Redazione   

TRE GIORNI IN CROAZIA passando per Trieste
22/25 maggio 2015

Mi ritrovo a ricordare con la memoria emozionale il viaggio in Croazia compiuto con il gruppo "Don Porta" verso la fine del mese di maggio. Questa è stata senza dubbio una gita ben riuscita, perche preparata dagli organizzatori con largo anticipo, pertanto desidero far conoscere al lettore ciò che chi non ha partecipato si è perso di quest'escursione viste le allettanti proposte che il viaggio ci ha riservato.
22 maggio, venerdì primo giorno
Alla partenza di buon ora da Riva e da Arco il pullman era pieno sulla totalità dei posti disponibili. Dopo il tragitto autostradale durato circa quattro ore, siamo arrivati nei pressi del capoluogo friulano: Trieste.
Molti di noi hanno visitato la Grotta Gigante, con un dislivello di 500 scalini in giù e 500 in su: magnifica voragine con concrezione fantastiche di stalagmiti e stalattiti. La grotta scende nelle profondità carsiche per oltre un centinaio di metri, i passaggi risultano illuminati nei punti più strategici, per ammirare le concrezioni di stalattiti che scendono dal soffitto per svariate decine di metri e le riscontranti stalagmiti che crescono dalle rocce ove le gocce in migliaia di anni scolpiscono le meraviglie che la natura orgogliosa adesso ci mostra. Nei pressi un museo interessante con reperti geologici e zoologici della zona carsica.

 

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Ripartiti dopo il pranzo, sul lungomare di Trieste abbiamo trovato ad attenderci una guida turistica locale che ci ha mostrato gli angoli più rappresentativi dei palazzi storici e del centro antico. Dopo il rapido passaggio al porto vecchio siamo giunti al luogo importante per eccellenza della memoria "la Risiera di S. Sabba", ove si ricorda l'olocausto compiuto negli anni 1942/44: qui sono stati internati non meno di 5.000 civili di origine ebraica, nonché di oppositori politici italiani che, traditi dai fascisti del luogo e rastrellati casa per casa dalle S.S. naziste, sono poi finiti sui treni che li deportavano in Germania nei campi di concentramento per poi finire nelle camere a gas.

 

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Di seguito siamo saliti nella città collinare per visitare la rinomata Chiesa di San Giusto, posata in gran parte su un antico insediamento di origine preromanica, adibito a suo tempo a spazio sacrificale alle divinità pagane.

 

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Di qui poi in ordine sparso siamo ridiscesi in città per ammirare da vicino i palazzi ed il porto vecchio in piazza Unità d'Italia, (fra l'altro i militari del genio civile stavano allestendo in questa magnifica piazza i palchi per le cerimonie ufficiali dedicate , come ogni anno, alla festa del 24 maggio che ricorda l'entrata in guerra dell'itala nella prima guerra mondiale).

 

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Nel tardo pomeriggio abbiamo intrapreso il viaggio per Slovenia e Croazia fino a Rovigno, ove siamo arrivati in tempo per la cena ed il pernottamento nel villaggio fronte mare Villa Rubin.

 

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23 maggio, sabato secondo giorno
Svegliati di buon mattino, dopo la colazione a buffet nel grande sala dell' hotel, ci siamo recati verso il porto commerciale di Fazana, a sud della penisola istriana, ove con un battello di linea assemblati a molti turisti nordici abbiamo attraversato un bel tratto di mare per approdare all'isola di Brijoni. Ricordo che questa località è rimasta top/secret ai turisti dagli anni 50 fino agli anni 80: infatti qui il presidente iugoslavo Tito aveva il suo quartier generale estivo ed il porto dell'isola era di suo esclusivo uso, come la sua villa e l'albergo dedicato unicamente ad illustri ospiti, capi di stato,dittatori africani e russi, e personalità varie attori compresi.

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Sull'isola è presente oggi un museo che ricorda i fasti e i personaggi importanti che il dittatore slavo aveva attirato su essa per il suo compiacimento personale. Saliti sul trenino e assistiti dal bel tempo (aveva piovuto fino ad un ora prima) abbiamo costeggiato tutto il lungomare, ammirato la bellezza del paesaggio e del parco faunistico, dove si possono vedere liberi animali provenienti da vari continenti. (zebre, lama, mucche indiane, elefanti).

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Al ritorno in battello sulla terraferma il viaggio è proseguito verso la tanto decantata cittadina romanica di Pola. Molte strade sono ancora lastricate a pietra e si ergono nella parte antica ancora i portali e i monumenti votivi.
Nella parte storica antica ci siamo intrattenuti all'interno della ben curata Arena che si estende su vari livelli (nei sotterranei di essa sono ancora visibili reperti datati oltre duemila anni: anfore, macine, otri ecc.).

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Abbiamo schivato di un minuto un temporale violento che ci ha investito alla partenza del pullman.
24 maggio, domenica terzo giorno
Questo è stato l'ultimo giorno di nostra permanenza in Croazia, ma non per questo il meno interessante: infatti subito dopo la prima colazione,caricate le valigie sul pullman, siamo partiti dal pontile di fronte l'hotel, verso la zona di Luka Vestar, con una grossa barca da pesca che dopo averci portato al largo in mare, ci ha fatto ammirare il panorama incontaminato di quel incantevole tratto di costa (è infatti prediletto dai molti nudisti del nord Europa).

 

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Scesi nel porto di Rovigno, abbiamo girato per il bel borgo incollato alla rupe, siamo poi saliti fin su alla chiesa proprio nell'ora della messa, di qui discesi abbiamo visto il mercato domenicale con la vendita dei prodotti tipici locali e ripreso il barcone siamo usciti dal porto risalendo verso nord. Dopo circa trenta minuti siamo entrati nel fiordo di Lemme, dove si trovano molte vasche di allevamento di pesci e di cozze.

 

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Nel mare sotto la Grotta dei Pirati, i marinai a bordo, travestitisi da cucinieri, in men che non si dica hanno preparato per tutta la comitiva il pranzo a base di pesce arrostito.

 

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Poi la barca ci ha portato in un altro bel borgo marino dal nome impronunciabile Vrsar. La passeggiata compiuta sul colle omonimo dopo il caffè ed il gelato ci ha cosi ben predisposto per il viaggio del ritorno.

Edoardo

 

 

 

 



                                                                                            EDOARDO

 
Avelengo - Leadner Alm 2015
Scritto da Redazione   

ESCURSIONE A VERANO alla LEADNER ALM
Domenica 28 giugno 2015

In questa meravigliosa giornata, appena arrivati al grande parcheggio dietro l'albergo Grüner Baum (albero verde) a Verano (m.1327) abbiamo iniziato la passeggiata escursionistica seguendo il sentiero 11 che, per buona parte del percorso, è nel bosco.

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Dopo un'oretta di camminata tranquilla siamo arrivati ad un pianoro fatto come una leggera sella, dove ci siamo fermati un po' per una piccola sosta e anche per aspettare tutti gli altri del gruppo. In tale attesa ho proposto, (contrariamente al programma che prevedeva tale visita al ritorno) di fare la deviazione per il "Knottnkino" (m.1453) il famoso cinema natura che si trova su uno sperone roccioso, di color rosso porfido, sul quale si trova anche un punto di osservazione panoramico con trenta poltroncine retrattili (esattamente quelle dei cinema di un tempo).

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Nel gustare il bel panorama delle montagne abbiamo approfittato per fare una bella sosta, prima di riprendere il cammino per la Leadner Alm.
L'attrice principale, ovviamente, è stata, la natura!
La veduta che si gode del mondo alpino circostante è unica. Un pannello d'informazioni dà indicazioni sulle numerosissime vette e montagne visibili: tutta la Val d'Adige, il Penegal, il Corno Bianco, il Gruppo di Tessa, la conca di Merano, la Val Passiria e le Dolomiti. Passando all'aspetto tecnico-economico, voglio far presente la...gratuità del cinema e la costante alimentazione di aria fresca! Inoltre, dal momento che lo spettacolo "contemplativo" cambia, di stagione in stagione, la veduta o le vedute cambiano in continuazione e, mi permetto la battuta, senza ...la pubblicità! -
Dopo essere ritornati al pianoro dove è stata fatta la piccola sosta,

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abbiamo ripreso il cammino lungo una strada forestale e abbiamo guadagnato quota con un ampio giro con verdeggianti prati e angolini tranquilli. Dopo una breve discesa siamo arrivati ad un biotopo (m. 1457), con tanti pesci rossi, con accanto una forca da fieno con rastrello alti una decina di metri.
Abbiamo proseguito sulla strada asfaltata locale e, dopo mezzo chilometro, abbiamo raggiunto la Leadner Alm (m. 1514) e dove ognuno di noi ha mangiato che al sacco e chi in malga.

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Nel primo pomeriggio, abbiamo preso la via del ritorno passando per il Ristorante "Waldbichl" (m. 1500 ) distante quasi 400 mt. dalla Leadner Alm dove, alcuni di noi, hanno fatto una "quasi" merenda con caffè, panna cotta con mirtilli o yogurt. Per non rifare il percorso dell'andata, abbiamo imboccato il sentiero n.16 che attraverso prati e boschi ci ha riportato al punto di partenza.
Mi ha gratificato moltissimo l'apprezzamento che diversi soci mi hanno fatto sulla scelta della gita da me proposta e sul percorso effettuato.
                                                                                            Giorgio Italiano

 
Val Sarentino 2015
Scritto da Redazione   

ESCURSIONE IN ALTA VAL SARENTINO sul percorso del "Urlesteig"
Domenica 9 agosto 2015

Dopo il viaggio in pullman da Riva durato poco più di due ore, siamo saliti sulla cabinovia che parte da S.Martino/Reinswald in alta val Sarentino e che rapidamente ci ha portato ai 2.130 m. del piano del "Pichlberg", da cui ha avuto inizio la nostra escursione.

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Subito ci siamo incamminati con il comodo sentiero n°1 in direzione del primo luogo previsto per la gita: la zona della Getrumalm raggiunta dopo circa un'ora. Qui ci siamo ristorati e bevuto la fresca acqua di fonte proveniente dalla vetta del Plankenhorn, 2575m (da qui la vetta è raggiungibile in meno di un'ora tramite il sentiero didattico delle pietre battute).
Abbiamo proseguito poi in ordine sparso su un sentiero in modesta salita in direzione est verso la valle di Getrum; dopo circa un ora di buon passo, si è poi preso il sentiero (a destra) che ci ha portati in direzione della forcella di Lucklscharte (passo del Lucolo m.2370) e, raggiunta a fatica la quota, siamo poi scesi verso il crocevia dei sentieri articolati che vanno in molte altre direzioni dall'Alpe di Velturno a quella di Villandro.

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In questo luogo, sul pianoro del Luckl poco sotto il rifugio della fam. Lunger, si trova il più alto santuario dell'Alto Adige e delle Alpi centrali. Di origine settecentesca, è denominato della Santa Croce e si dice costruito e donato dagli avi dei cittadini del paese di Chiusa sull'Isarco.

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Salendo dai ripidi sentieri dello Jocherer che giungono dai paesini sottostanti lo Kassianspitz, si incontrano sui crinali ogni centinaio di metri le formelle di una importantissima Via Crucis, conosciuta in tutto l'Alto Adige. Molti pellegrini nella stagione primaverile/pasquale salgono con devozione per il sentiero, terminando le preghiere nella chiesetta che venera proprio la Croce di Cristo.

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Con una parte delle persone arrivate, dopo il ristoro all'aperto nel rifugio, siamo ripartiti scegliendo dalla cartina topografica per il ritorno il sentiero dello Jocherer, che, risalendo verso sud/est della stessa cima, ci ha permesso di spaziare con lo sguardo aperto a 180° la maestosità di tutte le montagne lontane decine di km ma ben riconoscibili per la loro forma, dalla punta della Plose proprio di fronte a noi, che si trova sopra Bressanone, fin alle Odle, al Sassolungo, al Pordoi ed alla parte est di tutte le Dolomiti di Sesto e di Gardena.

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La discesa è poi proseguita fra i pascoli dei pianori ed i mughi dello Schustersteig per scendere poi nelle fitte boscaglie di cirmoli e larici oltre ai quali abbiamo intersecato il sentiero didattico dello Urlesteig, che tramite una bianca strada forestale, ci ha accompagnato fino giù al parcheggio del rinomato paesino di S.Martino di Sarentino.


                                                                              Edoardo

 
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