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Toscana : etruschi, laghi, contrade 2016
Scritto da Redazione   

TOSCANA : ETRUSCHI, LAGHI, CONTRADE

27/28/29 maggio 2016

La consuetudine del viaggio lungo, si è ripresentata quest’anno  portando il numeroso gruppo in Toscana/Lazio.

27 maggio, primo giorno

Partenza mattutina da Riva, e, dopo le previste soste lungo il percorso, arrivo al primo traguardo stabilito nella cittadina di Montepulciano, presso Siena. E’ stato un sollievo scendere dal pullman e subito camminare lungo le stradine del bellissimo borgo rinascimentale. Il paese è posto sulla collina a 600 metri di quota e fisicamente, per sua natura, separa la val di Chiana dalla val d’Orcia. Dai punti alti terrazzati del paese è possibile allungare lo sguardo sui sottostanti territori  coltivati con vigneti pregiati, oliveti e molti terrapieni cretosi destinati alla crescita vivaistica dei cipressi. La piazza principale, che non a caso si chiama Grande, risulta essere un gioiellino storico barocco seicentesco con alcune pareti e colonne alabastrine. In essa troviamo, oltre alla facciata del Duomo dedicato al patrono cittadino S. Donato, un superbo palazzo Comunale con la Torre Quadra, il teatro Poliziano ed il Museo Diocesano.

Dopo il pranzo nelle mini trattorie delle vie cittadine, tutto il gruppo si è poi trasferito nel pomeriggio all' antica e rinomata Abbazia Benedettina di S. Antimo. Qui, una bravissima guida locale ci ha ricordato le alterne vicende storiche che nel corso dei secoli hanno interessato questa chiesa ed il suo annesso convento.

Si dice sia stata fondato dall’Imperatore Carlo Magno nel 781; la sua massima gloria fu raggiunta nel XII secolo. Si dice che fosse governata e pretesa prima dai Guelfi di Firenze e poi dai Ghibellini di Siena, infine ritornò ad essere una grandezza di incontri di fede spirituale solo nel secolo scorso per merito dei Monaci di S. Norberto i Premonstratensi che ne hanno curato gli aspetti sacri ed estetici fino ai nostri giorni. Ora non più, ma fino a pochi anni fa, le S. Messe erano cantate giornalmente in Gregoriano
La prima giornata è quindi rapidamente terminata con un veloce passaggio a Pienza, (questa è la cittadina che ha dato i natali nel 1405 a Enea Silvio Piccolomini poi divenuto Papa Pio II),  e l’arrivo  all’Albergo Moderno nel centro termale di Chianciano, a pochi Km da Siena.

28 maggio, secondo giorno

Terminata la colazione di buon ora, partiamo verso un magnifico borgo medievale nella zona collinare della Tuscia, provincia di Viterbo nel Lazio. Civita di Bagnoregio, detta anche “la città che muore”, è infatti un piccolissimo centro dove il tempo si è fermato e dove si può giungere soltanto a piedi.

La collina di tufo ed argilla, sul quale è appoggiato l’intero insediamento urbano, nel corso dei secoli si è assottigliato a causa di un costante fenomeno erosivo che ha interessato tutto il suo perimetro esterno. Civita ha dato i natali nel 1217 a una personalità di primissimo piano spirituale S. Bonaventura, un monaco divenuto teologo e filosofo e infine Cardinale, il cui merito fu quello di difendere e applicare strenuamente nel suo tempo le indicazioni religiose date ai frati minori, qualche decennio prima da S. Francesco di Assisi.
Lasciato il paese a fine mattina, siamo partiti per Bolsena ove abbiamo fatto sosta per il pranzo in riva al lago, a base di pesce lacustre. In seguito, una guida locale ci ha fatto apprezzare molte delle meraviglie di questa antica cittadina, fra le quali è bene ricordare la dimora detta Rocca Castello di antica proprietà della famiglia dei Monaldeschi,  che erano i grandi signori di Orvieto del XIV secolo. Poi a gruppetti siamo entrati nella chiesa Duomo di S. Cristina (giovane cristiana martirizzata ai tempi di Diocleziano) che è tuttora  la patrona della città di Bolsena.

Il maggior interesse è dato dall’Ostensorio Reliquiario sul lato destro dell’ Ambone che contiene la Sacra Pietra. E’ opportuno ricordare che proprio in codesta chiesa, nell’anno 1263 è avvenuto il miracolo Eucaristico di Bolsena cui è legata la festività del Corpus Domini. Un sacerdote di nome Pietro di Praga in Boemia andava a Roma per chiare i suoi dubbi di Fede sulla Transustaurazione. Mentre celebrava la Messa presso la tomba di santa Cristina di Bolsena, vide delle gocce di sangue stillare dall’ostia consacrata; esse si posarono sul Corporale e sul pavimento dove lasciarono delle macchie indelebili sulle pietre di Travertino in molti punti. Dato l’aspetto soprannaturale dell’evento, il Papa del tempo, Urbano IV, informato dell’evento miracoloso  dal  Vescovo di Orvieto, già l’anno seguente decise che venisse solennizzato tale giorno al termine del periodo pasquale, come festa del “Corpus Domini”, che a distanza di secoli la chiesa ripete tuttora.
In seguito, prima del rientro in hotel, visitiamo un altro punto di interesse della val d’Orcia, le Terme di Bagno Vignoni.

Al centro del borgo si presenta la "Piazza delle sorgenti", una vasca rettangolare, di origine cinquecentesca, che contiene una sorgente di acqua termale calda e fumante che esce dalla falda sotterranea di origini vulcaniche.
L’acqua sulfurea/ferruginosa sgorga a temperatura sempre oltre i 35° convogliata in piccoli canali dove molti di noi hanno approfittato per un generoso pediluvio.
Durante il tragitto di ritorno, onde accontentare le signore presenti, ci siamo di nuovo fermati a  Pienza per  fare acquisti  di vino, caciotte e souvenir nei negozietti del meraviglioso borgo storico senese.

29 maggio, terzo giorno

Già alle 7 del mattino, l’intera comitiva era in viaggio e la direzione prevista era la cittadina di Vetulonia (in provincia di Grosseto) fondata dagli Etruschi. Al nostro arrivo ci attendeva una guida per accompagnarci alla visita del Museo di oggetti archeologici intitolato a Isidoro Falchi (1838-1914), emerito scopritore locale nonché valorizzatore dei reperti d’arte antica trovati in vaste aree di questo territorio. Dopo la visita dei locali museali, sotto una pioggia battente, siamo ripartiti verso il mare. Qui, in un enorme spazio collinare attiguo al Golfo di Baratti, si estende un importante sito archeologico della civiltà Etrusca di nome Populonia.

 

Nel territorio si conservano i resti di numerose Acropoli e Necropoli dell’età del ferro. Gli Etruschi, proprio in queste zone, hanno vissuto i tempi del loro maggior splendore verso il VI-V secolo a.C.  Nelle  tombe si sono trovati, fin dagli anni venti, oggetti vari quali statuette, idoli, vasi dipinti  provenienti anche da altre culture del Mediterraneo (Greche e Assire), per cui si desume che i traffici marittimi fossero possibili fin da allora. Il tempo soleggiato ci ha permesso poi di passeggiare con emozione fra le molte tombe circolari (tumuli), o a tempietto o solamente lastre posate sul terreno argilloso e di farci avvolgere dal mistero di una civiltà enigmatica, improvvisamente scomparsa e per molti versi per questo  ancora poco conosciuta.

A seguire il pranzo consumato all’aperto nella trattoria del parco. Quindi una breve passeggiata al mare ed infine la risalita sul pullman per il lungo tragitto di ritorno in quel di Riva. Tutto è andato per il meglio, grazie alla preparazione e programmazione dei tempi delle visite dei nostri meritevoli organizzatori.

Edoardo e Rosa



 
VIRGOLO - Masi Kohlern 2016
Scritto da Redazione   

ESCURSIONE AI MASI DI KOHLERN – VIRGOLO (BZ)

8 maggio 2016

Ci ritroviamo numerosi alla stazione di Riva, ad Arco il pullman è completo e alla guida il nostro simpatico Marco.
Proseguiamo direttamente fino a Bolzano e qui la funivia del Colle ci porta in pochi minuti fino al paesino di Bauernkohlner a quota 1135 m.
Ci fermiamo per la pausa caffè in un piccolo bar in mezzo ad un prato. Il tempo è bellissimo e nella luce vivissima risalta il verde tenero, primaverile dei prati ed il colore dei fiori che in montagna è sempre più intenso. Dietro al bar si intravede una torre di legno (una piccola Eiffel); salendo i numerosi gradini si gode una vista panoramica fantastica sulla valle sottostante.

Dopo un po’, ci incamminiamo attraverso il bosco e in un’oretta raggiungiamo Schneiderwiesen e la prima Malga a 1372 metri. Una comoda strada forestale e qualche scorciatoia ci portano fino ad una croce, il punto più alto della nostra escursione (1550 m).
Da qui cominciamo a scendere e dopo mezz’ora arriviamo alla Malga Klaushalm. E’ ancora chiusa per cui ci accomodiamo all’aperto per la pausa pranzo.

Da questa malga il panorama è stupendo, il bosco è alle nostre spalle, davanti a noi all’orizzonte le montagne ancora innevate cingono superbe lo sfondo.

Riprendiamo il sentiero e arriviamo ad un laghetto paludoso (è un biotopo torbiera). Imbocchiamo una comoda strada forestale fino alla Malga Wolftalalm e costeggiamo i Masi di Herrenkohlern per tornare al punto di partenza, dopo 9 chilometri percorsi senza difficoltà ed eccessiva fatica.

L'escursione è stata piacevole e non faticosa; essendo una delle prime della stagione, i partecipanti necessitano di un pò di allenamento per togliersi le ruggini invernali. La compagnia allegra e amichevole.

Laura Iulita

 
Punta Larici - Malga Palaer 2016
Scritto da Redazione   

ESCURSIONE PRIMAVERILE DA PREGASINA A MALGA PALAER
Domenica 10 aprile 2016

La prima uscita stagionale del Gruppo Micologico viene solitamente effettuata in località vicine e usando mezzi propri, data la poca distanza da Riva.
Quest’anno in calendario troviamo questa passeggiata lungo i sentieri dei monti del Garda che, pur conosciuta da molti, ci regala sempre magnifici scorci del Lago e di Limone.                   
Partiti in una trentina dalla sede verso le 9.00, in una giornata di sole e di temperatura gradevole, abbiamo rapidamente raggiunto il parcheggio di Pregasina, sotto la chiesetta ed il piccolo cimitero e ci siamo quindi incamminati lungo la strada forestale che in circa un’ora e mezza, ci ha portati a Bocca Larici. Il toponimo della sella non è casuale: infatti la zona è caratterizzata dalla presenza di numerosi alberi di larice: si tratta dell’unica conifera non sempreverde le cui foglie in autunno assumono spettacolari colorazioni giallo–arancio. In molti abbiamo notato che, nelle prime rampette del percorso, il suolo era stato cementificato per lunghi tratti, rendendo più faticoso il cammino. Inutile dire che, come ormai succede spesso, abbiamo incontrato sul sentiero numerosi bikers che salivano alla Malga; altri scendevano e a questi bisognava fare attenzione perché spesso la loro velocità “è un pericolo per chi cammina”. Abbiamo quindi percorso il breve tratto di strada che ci ha portato a Punta Larici da dove abbiamo ammirato un fantastico panorama del lago che, data la giornata limpida, ci permetteva di spaziare con lo sguardo fino alla pianura.

La posizione è molto prominente sul Garda: dalla cima, il pendio precipita strapiombante sulle sottostanti acque e di conseguenza la vista è indimenticabile.
Dopo una breve sosta per ristoro e foto, abbiamo ripreso la strada per Malga Palaer che abbiamo raggiunto in circa 20 minuti. La Malga, di proprietà degli Alpini di Pregasina, costruita negli anni novanta in pietra e cemento, è aperta solo in particolari occasioni ed è circondata da un bel prato che invoglia al pranzo sull’erba. Presso il rifugio è presente un’ottima e abbondante fonte d’acqua, l’unica lungo il percorso ed una torretta di legno per l’avvistamento degli animali.

Ci sono anche tavoli e panchine per un più comodo desinare. Nonostante la zona sia conosciuta per fioriture di alcune specie floreali, sul prato c’erano solo violette ed alcuni minuscoli fiori gialli che si nascondevano nell’erba.

Qualcuno si è steso sul prato per prendere un po’ di sole e per un riposino; altri hanno chiacchierato del più e del meno, finché si è deciso di ripartire per Pregasina ripercorrendo il sentiero già fatto.
Prima gita distensiva, non faticosa; tempo bello e compagnia come sempre allegra e tranquilla.


 
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