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ESCURSIONE MICOLOGICA AL PASSO DEL BROCON
Scritto da Redazione   

DOMENICA 5 SETTEMBRE
Escursione micologica al passo del Brocon

Partiti da Riva col pullman al completo, abbiamo incontrato lungo la strada Angelo col quale abbiamo deciso dove recarci per la raccolta , visto la scarsità di funghi in questo periodo. Arrivati al passo del Brocon, abbiamo imboccato una stradina stretta che in pochi minuti ci ha portato al parcheggio dell'agritur Malga Arpaco, mt.1668.  Scesi dal bus ci ha accolto un vento freddino ed una nebbia poco rassicurante , che però è svanita quando abbiamo intrapreso la discesa per raggiungere i prati più bassi, dove iniziava la ricerca dei funghi. Si sono formati piccoli gruppi che hanno preso direzioni diverse , con l'accordo di ritrovarsi per il pranzo. Il raccolto è stato come da previsioni degli esperti della zona scarso : un pò di "chiodini", qualche russula, dei finferli e molti "funghi del sangue" freschi.

  

Solo alcuni ( Rita, Edda, Ilda, Gino, Lina e Marinella ) hanno avuto la fortuna di trovare qualche "brisa" e pensare che le guardie forestali, incontrate il mattino, ci avevano riferito che la settimana precedente avevano dovuto dare parecchie multe perchè quasi tutti i raccoglitori superavano di gran lunga il peso consentito.
Dopo il pranzo a lungo atteso nell'agritur molto affollato, Roberto ha controllato il raccolto e quindi siamo ripartiti, fermandoci a Levico; alcuni hanno girovagato per il centro, ma la maggior parte ha visitato la mostra micologica allestita dal locale Gruppo B. Cetto. I nostri consiglieri si sono presentati ai colleghi ed hanno fatto loro i complimenti per l'allestimento e le numerose specie esposte ; Roberto in particolare ha osservato attentamente i funghi in mostra, discutendo qualche volta con loro sull'attribuzione dei nomi di riferimento; come spesso accade, ci sono sempre molte difficoltà nello stabilire la corretta appartenenza di specie similari, tanto che alcune volte gli esperti micologi impiegano molto tempo prima di decidere la giusta denominazione.
Nonostante il magro bottino, la giornata è stata comunque interessante perchè abbiamo visto posti nuovi e ci siamo accordati con Angelo, la nostra guida locale, perchè ci avverta quando ci sarà la prossima "buttata" in modo da verificare l'abbondanza di funghi che la zona presenta.

ILDA

Tra le gite micologiche che organizziamo durante l'anno, alcune vengono effettuate in zone nuove con l'intento di far conoscere ai nostri soci specie di funghi endemiche o che crescono raramente nei nostri boschi.
Approfittando della disponibilità di Angelo, un nostro amico valsuganotto, conoscitore del territorio del basso Lagorai, con un pulmino più piccolo, per poterci muovere con facilità su stradine di montagna, siamo saliti sul Passo del Brocon che collega l'altopiano del Tesino al Primiero attraverso la valle del Vanoi.
Attraversando la zona Tesina abbiamo potuto constatare, dai racconti di Angelo e da qualche notizia letta sui giornali, come un territorio povero, ai limiti della regione Trentino Alto Adige, quasi dimenticato come succede spesso alle zone estreme, si sia evoluto con idee e progetti per sviluppare il turismo e migliorare la qualità di vita degli abitanti. La ditta Balio produce in zona alcuni dei suoi articoli sportivi dando lavoro e sponsorizzando diverse attività. A Castel Tesino c'è un campo da golf  e un campeggio con piscina e centro beauty, dove d'inverno offrono una settimana,  compresi gli impianti di risalita, a prezzi molto convenienti.
Gli impianti sono stati potenziati per  poter soddisfare gli amanti della discesa e del fondo. Lungo la strada si trova il bivio per Lamon,  noto per la bontà dei suoi fagioli IGP. 
Note storiche: a Pieve Tesino è nato il nostro grande statista Alcide Degasperi.
Luoghi conosciuti fin dal tempo dei Romani, di qui passava la via Claudia Augusta Altinate che collegava la laguna veneta e le regioni danubiane.
Durante la Prima Guerra Mondiale fu teatro di lunghi combattimenti insieme alle confinanti zone dell'Altopiano di Asiago.

MARINELLA

 
Escursione micologica a Tremalzo
Scritto da Redazione   

Escursione micologica a Tremalzo

Venerdì 20 Agosto 

L'escursione in una giornata infrasettimanale era stata programmata per raccogliere un po' di funghi da esporre alla mostra micologica di Molina di Ledro in programma la domenica successiva. In più di venti soci, siamo partiti dalla sede con le nostre macchine per la val di Ledro e lungo il percorso abbiamo incontrato Roberto, il nostro esperto micologo, che ci ha poi guidato nei boschi di Tremalzo alla ricerca di funghi. Durante l'escursione è stato spesso chiamato dai nostri “fungaioli “ per un parere sui miceti trovati e per valutare la loro utilità per la mostra; questi interventi non sono stati richiesti per le numerose “brise” raccolte, tanto che quando ci siamo ritrovati al termine dell'escursione per il controllo dei funghi, abbiamo constatato che tutti avevano fatto un buon bottino, sopratutto di porcini. Ci siamo poi fermati alla vicina malga per l'acquisto di un buon formaggio e per fare un controllo generale del raccolto, visto che alcuni erano andati in zone più lontane. Al termine una parte di noi è tornata a Riva, altri , vista la giornata favorevole, hanno fatto un altro giretto nei boschi per incrementare il loro “cestino”.

La giornata è stata bella, la temperatura mite ed i boschi non erano particolarmente affollati come capita spesso nella zona nelle giornate festive; azzeccata è stata la scelta di programmare l'escursione in un giorno feriale. Un ringraziamento agli organizzatori ed a Roberto per la sua disponibilità dimostrata nei nostri riguardi.

 A.G.

 
VAL DI FUNES
Scritto da Redazione   
  1.  

 

La Val di Funes, balcone con vista sugli…. “aghi”

“

 

 

 

Verdissima e preziosa

”: sono le due parole con le quali definirei questa valle che ho già

visitato nella direzione di Malga Gampen e Rifugio Genova.

Questi aggettivi calzano a pennello alla Val di Funes, ancora poco toccata dai flussi del grosso

turismo, mantenutasi sufficientemente integra e ben radicata a tradizioni che altrove vanno

perdendosi.

L’inizio di questa giornata mi ha fatto subito pensare che sarei andato “nel posto giusto al

momento sbagliato”! Sì perché il mattino si è presentato uggioso, ricco di nuvole pronte a

“esplodere”. D’altronde il meteo annunciava tempo molto instabile, soprattutto dal pomeriggio.

Il viaggio in pullman è stato, come in altre circostanze, molto piacevole, ancor più quando alla

guida del mezzo c’è il valente e brillante Marco, dimostratosi sempre all’altezza della

situazione, in particolare dopo l’uscita dall’autostrada a Chiusa. Infatti, la strada, incassata

nella valle, ricalca per alcuni chilometri il percorso del Rio di Funes, ora sulla sua destra, ora

sulla sinistra. Il tutto in un’atmosfera rilassata, quasi sospesa nel tempo, che è uno dei punti

forti della Val di Funes.

All’arrivo del pullman nel posteggio di Malga Zannes, ci siamo affrettati a indossare gli

scarponi per iniziare l’escursione. In quest’occasione ho dato una mano a Marinella che

capeggiava il “gruppo dei 43”, nel fare “la scopa”, cioè nel “chiudere” il gruppo, anche per

evitare che qualcuno potesse prendere altri sentieri, nelle biforcazioni che s’incontrano lungo

il percorso.

Un piccolo drappello di 8  persone del nostro gruppo ha preferito prendere il bus navetta

che fa la spola con il rifugio Odle.

Dopo una salita un po’ impegnativa, ma non lunga, siamo giunti alla Malga Glatsch (m.1900 -

superando un dislivello di oltre 200 m. dal posteggio del pullman) e, dal momento che una

settimana prima (insieme a Marinella e Nicola), durante un giro di ricognizione, avevo scoperto

la produzione di uno strudel favoloso, si è pensato bene di trasferire l’informazione a tutto il

gruppo che ha colto l’occasione per fare una colazione buona ed energetica.

Da questo pianoro ci è apparso uno spettacolo mozzafiato: sembrava davvero di toccare con

mano il gruppo montuoso delle Odle che, non essendo coperto dalle nuvole, si lasciava

ammirare in tutta la sua estensione.

Abbiamo ripreso la camminata, sempre con una certa tranquillità, dall’inizio del sentiero che è

posto proprio ai piedi del gruppo, chiamato, non a caso “la via delle Odle”.

Ancor più ci ha emozionato quello che abbiamo visto all’arrivo della Malga Casnago, dove le

montagne, ancora sgombre di nuvole, con la loro magnificenza, sembravano messe apposta,

come in una scenografia da cartolina, dando vita ad uno spettacolo di incomparabile bellezza.

L’assaggio dello yogurt con i mirtilli è stato un’ulteriore gratificazione da sommare alle

meraviglie ambientali di cui stavamo godendo.

Notizie socio-culturali della Val di Funes

Nell'ambito del Parco Naturale Puez-Odle di cui fa parte, è la sola valle di popolazione, lingua e cultura

germanofona, al contrario dei paesi della Gardena e della Badia, essi pure inseriti nell'area protetta, prevale

l'elemento ladino.

La Val di Funes è, nell'ambito del Parco, è quella che mantiene più saldo il rigido diritto ereditario del maso

indiviso, la regola cioè del passaggio dell'intera proprietà al solo primogenito: una norma che potrebbe essere

reputata iniqua ma fondata sulla necessità di non frammentare i possedimenti garantendone la continuità nel

tempo e assicurando, al contempo, la solidità sociale ed economica dell'intera valle.

Unico, o quasi, nella sfera di un ambiente alpino in cui spesso si tende a conseguire un tornaconto

economico da interventi poco rispettosi per il territorio, fu il cosiddetto "movimento per la conservazione delle

Odle": quando all'inizio degli anni Settanta fu sistemata la delimitazione dei confini del Parco Naturale

Puez-Odle, il piano regolatore prevedeva un vasto comprensorio sciistico nell'alta Val di Funes con

collegamento ai "caroselli" di Badia e Gardena. Solo la sollevazione popolare dei valligiani, concretata in

oltre 5000 firme, respinse il progetto che, di fatto, avrebbe segnato la fine della tranquillità della valle.

L'episodio è tuttora citato come pietra miliare nella politica di tutela ambientale, e non solo altoatesina.

Il ritorno è stato caratterizzato dalla formazione di due gruppi. Il primo, condotto da

Marinella, ha scelto il rientro attraverso la strada forestale (che è percorso dal bus navetta)

più comodo da percorrere. Il secondo, condotto da me, ha percorso un sentiero un po’ tortuoso

nel bosco che ha portato al posteggio della Malga Zannes, attraverso la Malga Dusler, dalla

quale si poteva ancora ammirare l’ultimo spettacolo delle Odle. Una foto di gruppo ha chiuso

degnamente la giornata montana.

In questa fase, la paura della pioggia, ha indotto diversi componenti del gruppo ad affrettarsi

nel rientro, avvenuto alla spicciolata. Fortunatamente, il cammino era abbastanza facile, visto

che non s’incontravano biforcazioni atte a creare dei disguidi di percorso.

La gita è piaciuta a tutti, senza se e senza ma, anche con il tempo nuvoloso! Sono contento di

questo gradimento poiché avevo sostenuto la proposta già lo scorso anno, nella convinzione

che raccogliesse un largo consenso.

Forse può apparire superfluo, ma ci tengo a far presente che la Val di Funes è un esempio da

imitare di saggio mantenimento di una natura meravigliosa, con meno movimento di auto e la

riscoperta del “traffico lento”.

Giorgio

 
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