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Val di Funes 2019
Scritto da Redazione   

 

Escursione alla Malga Gampen in Val di FUNES

Domenica 01 settembre

Conosco la pittoresca Val di FUNES da più di 30 anni, ma è sempre per me un piacere ed una gioia ritornarci: motivo per cui mi son permessa di consigliarla al Presidente della nostra Associazione.

Purtroppo, però, il primo tentativo é svanito a causa del maltempo, ma - grazie soprattutto alla tenacia ed all’intraprendenza della ns. instancabile Marinella - siamo finalmente riusciti in un intento che - mi pare - abbia poi accontentato tutti i partecipanti.

Già con 8 minuti di anticipo sull’orario prestabilito, i solerti rivani partivano dalla stazione autobus, per ricongiungersi poco dopo col gruppo, ancora più nutrito, degli amici che ci attendevano ad Arco, per iniziare la gita vera e propria.

Dopo la breve sosta all’autogrill già in territorio Alto Adige, abbiamo continuato sino al casello di Chiusa, per poi addentrarci - finalmente - nell’agognata Val di FUNES.

Passato il capoluogo di San Pietro e giunti nella suggestiva frazione di Santa Maddalena, i finestrini del nostro pullman si trasformavano magicamente in autentiche cartoline, dove le svettanti cime delle Odle già dominavano incontrastate sull’incantevole chiesetta di Ranui, quale preludio di ciò che la giornata ci avrebbe riservato.

 

 

 

 


Arrivati al parcheggio di fondovalle ‘Zannes’ (mt. 1695) ci siamo divisi in 2 gruppi:

il primo - accompagnati da Marinella - imboccava il sentiero n. 35/A che, dopo una bella camminata nel bosco,

attraversava il rio S. Zenon per poi continuare sino alla Malga Gampen (mt. 2062): punto di ritrovo fissato per tutti i partecipanti;

il secondo gruppo (più numeroso ed avventuroso) seguiva - con me - il sentiero n. 36 che, dopo circa un’ora di non difficile cammino, ci portava al Rifugio Glatschalm (mt. 1902) il cui vasto e spettacolare panorama che si apriva dinnanzi sull’intera catena delle Odle (in lingua ladina, significa aghi da cucito) sicuramente ripagava con gli interessi la maggior fatica del gruppo.

Fatte tutte le doverose foto (personali e di gruppo), abbiamo ripreso il cammino dirigendoci - dritti dritti in salita sino ai piedi (quasi a toccarle) delle suddette vette, per poi - in un contesto di incredibile bellezza naturalistica - percorrerle (sulla parte occidentale del celebre sentiero ‘Munkel-Weg’) sino al suddetto rio S. Zenon, che oltrepassavamo per poi dirigerci alla Malga Gampen, dove già ci attendeva Marinella, con il suo seguito e l’allegra musica tirolese della malga.

 


Ricomposto l’intero gruppo, ci siamo riposati e ristorati, ma sempre godendo del magnifico panorama sui prati dei rispettivi rifugi: Glatschalm - Casnago - Brogles e Rasciesa di Dentro.

Poco dopo le 14.00 nel cielo si sono formate delle nuvole scure ed allora, a passo spedito, ci siamo diretti - dapprima tra verdi prati e poi, attraverso un bellissimo bosco - alla nuova Malga Kaserill (mt. 1920).

Qui - dopo una piccola sosta (per acquisti locali, superbi panorami e relative foto) - abbiamo seguito sempre il sentiero nel bosco, sino a raggiungere il parcheggio Zannes, accompagnati (ma solo ormai alla fine) da una leggera pioggerella: salvo poi ritrovare ancora il sole nella valle.

Siamo infine ritornati nelle nostre case col ricordo ancora vivo degli stupendi panorami goduti e della gioia per la felice ed appagante giornata insieme trascorsa… ai piedi degli aghi….

Rosangela

 

 

 
Escursione micologica Passo Coe 2019
Scritto da Redazione   

ESCURSIONE MICOLOGICA A PASSO COE

Venerdì 30 Agosto

Per la prima escursione micologica dell’anno abbiamo scelto una meta conosciuta che ci ha dato in passato soddisfazione nel raccolto.

Il tempo buono ci ha permesso di percorrere ampiamente i prati ed i boschi che d’inverno sono ricoperti di neve e d’estate ricchi di fiori e funghi.

Però quest’anno abbiamo dovuto constatare, con grande dispiacere, che ovunque erano visibili gli aspetti terribili per l’ambiente dovuti al ciclone “Vaia” che ha abbattuto decine e decine di alberi di alto fusto.

 


A mezzogiorno ci siamo ritrovati tutti presso il rifugio, che era stato prenotato per noi, per mangiare e per determinare i funghi trovati. Roberto ha controllato i cesti spiegando le varie tipologie dei miceti raccolti, la loro commestibilità e le principali caratteristiche per un sicuro consumo. Tutti sono stati soddisfatti perché quest’anno finalmente sono stati trovati parecchi porcini, insieme con russule, funghi del sangue e altri miceti commestibili per formare un buon misto.

Nel pomeriggio una parte dei soci è ritornata nei boschi per cercare ancora funghi e altri hanno raggiunto la vicina “Base Tuono”, dove svettano tre vecchi missili a simboleggiare la funzione difensiva di questa Base Nato dismessa nel 1977 e tenuta in buono stato di conservazione a memoria della Guerra Fredda che in quei tempi ha fatto molto paura.

 

 

Dopo il giro del laghetto che raccoglie l’acqua necessaria per la produzione di neve artificiale, indispensabile per la preparazione delle piste da sci, sulla via del ritorno ci siamo fermati al caseificio di Costa di Folgaria per acquisti caseari.

Orazio e Minisa

 
Da Passo Nigra a Malga Costa 2019
Scritto da Redazione   

DA PASSO NIGRA A MALGA COSTA

Domenica 4 agosto 2019

Ai piedi della catena occidentale del Catinaccio (2981 m) e sotto la Croda del Re Laurino (2820 m), è situata la bella Malga Costa posata a 1904 metri nella conca degli imponenti monti sovrastanti. Era la meta prefissata della nostra escursione di media difficoltà di domenica 4 agosto 2019.

Saliti numerosi in pullman alla stazione di Riva alle 6.30 del mattino e dopo aver caricato nel parcheggio di Caneve un altro gruppo di arcensi, siamo partiti contenti e desiderosi (dopo le gite cancellate per maltempo di inizio stagione) di vedere finalmente una giornata che da subito prometteva essere bella.

Dopo due ore e mezzo eravamo già a destinazione a Passo Nigra in alta val d’Ega a 1609 metri; messo lo zaino in spalla e seguendo le indicazioni di Edoardo e Marinella, ci siamo inoltrati con modesta salita nel bosco di abeti e larici. Subito tutti con gran dispiacere abbiamo visto i danni provocati dalla tempesta Vaia il 28/30 ottobre dello scorso anno.

 


(I giornali di quei giorni dicevano che vento in zona del passo Nigra, Costalunga, Pordoi e Rolle aveva toccato i 180 km orari, pertanto ad oggi sono decine di migliaia gli alberi abbattuti nei boschi, ed ora si nota la desolazione ambientale e la gran sofferenza procurata alle piante rimaste in piedi).

Dopo circa due ore di cammino, alternando pause per foto personali e per godere la vista di meravigliosi panorami, nonché per il ristoro frequente dovuto alla temperatura esterna, siamo giunti puntuali all’obiettivo per l’ora del pranzo a malga Costa, in tedesco detta Hanigerschwaige. Qui sulle panche all’aperto, allietati dalla musica locale di un DJ improvvisato, abbiamo gustato i succulenti piatti tipici altoatesini, mentre un gruppo di ragazzi in costume da pastore sul colle di fronte a noi improvvisavano a tono alternato i colpi delle fruste nella specialità che si chiama “Goaslshnallen”.

 


Nel primo pomeriggio, dopo lo scambio reciproco di informazioni dei responsabili dell’escursione e dopo aver visionato le cartine topografiche locali, si sono formati due diversi gruppi.

Il primo poteva così scendere subito con Marinella al punto di prelievo del pullman, tramite una comoda strada forestale di soli tre km verso il ritrovo previsto con l’autista del bus che era all’ ottavo tornante in salita della strada provinciale del passo Nigra, mentre il secondo gruppo intraprendeva il tragitto su sentieri umidi con la guida di Edoardo che richiedeva un impegnativo e più difficoltoso approccio fatto di almeno otto/nove km tutto di discesa fra boschi, sassi, ponti, ruscelli e prati. Il dislivello era di oltre mille metri e ci ha portato ad attendere il pullman nel paesino di S.Cipriano in Val di Tires.

La scelta è stata orientata al meglio, cinquanta per cento per parte, così nessuno è rimasto deluso, ognuno a scelto ciò che desiderava provare.

 

Pertanto alle ore cinque pomeridiane, come da previsioni ottimali, tutti ci siamo ritrovati felici al parcheggio del lussuoso albergo quattro stelle il Ciprianerhof, contenti finalmente di aver trascorso una giornata speciale che meritava di essere vissuta in questa bella zona. Così, seppur stanchi, siamo tornati a casa da questa meravigliosa escursioni fra monti, con negli occhi la vista di inimitabili panorami di vette e monti.

Portiamo da ora con noi, negli scatti privati delle nostre apparecchiature digitali, le foto e le gioie che ciascuno ha provato nella integra natura che sempre l’alta montagna gratuitamente ci offre.

Edoardo

 
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