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Escursione micologica Passo Coe 2019
Scritto da Redazione   

ESCURSIONE MICOLOGICA A PASSO COE

Venerdì 30 Agosto

Per la prima escursione micologica dell’anno abbiamo scelto una meta conosciuta che ci ha dato in passato soddisfazione nel raccolto.

Il tempo buono ci ha permesso di percorrere ampiamente i prati ed i boschi che d’inverno sono ricoperti di neve e d’estate ricchi di fiori e funghi.

Però quest’anno abbiamo dovuto constatare, con grande dispiacere, che ovunque erano visibili gli aspetti terribili per l’ambiente dovuti al ciclone “Vaia” che ha abbattuto decine e decine di alberi di alto fusto.

 


A mezzogiorno ci siamo ritrovati tutti presso il rifugio, che era stato prenotato per noi, per mangiare e per determinare i funghi trovati. Roberto ha controllato i cesti spiegando le varie tipologie dei miceti raccolti, la loro commestibilità e le principali caratteristiche per un sicuro consumo. Tutti sono stati soddisfatti perché quest’anno finalmente sono stati trovati parecchi porcini, insieme con russule, funghi del sangue e altri miceti commestibili per formare un buon misto.

Nel pomeriggio una parte dei soci è ritornata nei boschi per cercare ancora funghi e altri hanno raggiunto la vicina “Base Tuono”, dove svettano tre vecchi missili a simboleggiare la funzione difensiva di questa Base Nato dismessa nel 1977 e tenuta in buono stato di conservazione a memoria della Guerra Fredda che in quei tempi ha fatto molto paura.

 

 

Dopo il giro del laghetto che raccoglie l’acqua necessaria per la produzione di neve artificiale, indispensabile per la preparazione delle piste da sci, sulla via del ritorno ci siamo fermati al caseificio di Costa di Folgaria per acquisti caseari.

Orazio e Minisa

 
Da Passo Nigra a Malga Costa 2019
Scritto da Redazione   

DA PASSO NIGRA A MALGA COSTA

Domenica 4 agosto 2019

Ai piedi della catena occidentale del Catinaccio (2981 m) e sotto la Croda del Re Laurino (2820 m), è situata la bella Malga Costa posata a 1904 metri nella conca degli imponenti monti sovrastanti. Era la meta prefissata della nostra escursione di media difficoltà di domenica 4 agosto 2019.

Saliti numerosi in pullman alla stazione di Riva alle 6.30 del mattino e dopo aver caricato nel parcheggio di Caneve un altro gruppo di arcensi, siamo partiti contenti e desiderosi (dopo le gite cancellate per maltempo di inizio stagione) di vedere finalmente una giornata che da subito prometteva essere bella.

Dopo due ore e mezzo eravamo già a destinazione a Passo Nigra in alta val d’Ega a 1609 metri; messo lo zaino in spalla e seguendo le indicazioni di Edoardo e Marinella, ci siamo inoltrati con modesta salita nel bosco di abeti e larici. Subito tutti con gran dispiacere abbiamo visto i danni provocati dalla tempesta Vaia il 28/30 ottobre dello scorso anno.

 


(I giornali di quei giorni dicevano che vento in zona del passo Nigra, Costalunga, Pordoi e Rolle aveva toccato i 180 km orari, pertanto ad oggi sono decine di migliaia gli alberi abbattuti nei boschi, ed ora si nota la desolazione ambientale e la gran sofferenza procurata alle piante rimaste in piedi).

Dopo circa due ore di cammino, alternando pause per foto personali e per godere la vista di meravigliosi panorami, nonché per il ristoro frequente dovuto alla temperatura esterna, siamo giunti puntuali all’obiettivo per l’ora del pranzo a malga Costa, in tedesco detta Hanigerschwaige. Qui sulle panche all’aperto, allietati dalla musica locale di un DJ improvvisato, abbiamo gustato i succulenti piatti tipici altoatesini, mentre un gruppo di ragazzi in costume da pastore sul colle di fronte a noi improvvisavano a tono alternato i colpi delle fruste nella specialità che si chiama “Goaslshnallen”.

 


Nel primo pomeriggio, dopo lo scambio reciproco di informazioni dei responsabili dell’escursione e dopo aver visionato le cartine topografiche locali, si sono formati due diversi gruppi.

Il primo poteva così scendere subito con Marinella al punto di prelievo del pullman, tramite una comoda strada forestale di soli tre km verso il ritrovo previsto con l’autista del bus che era all’ ottavo tornante in salita della strada provinciale del passo Nigra, mentre il secondo gruppo intraprendeva il tragitto su sentieri umidi con la guida di Edoardo che richiedeva un impegnativo e più difficoltoso approccio fatto di almeno otto/nove km tutto di discesa fra boschi, sassi, ponti, ruscelli e prati. Il dislivello era di oltre mille metri e ci ha portato ad attendere il pullman nel paesino di S.Cipriano in Val di Tires.

La scelta è stata orientata al meglio, cinquanta per cento per parte, così nessuno è rimasto deluso, ognuno a scelto ciò che desiderava provare.

 

Pertanto alle ore cinque pomeridiane, come da previsioni ottimali, tutti ci siamo ritrovati felici al parcheggio del lussuoso albergo quattro stelle il Ciprianerhof, contenti finalmente di aver trascorso una giornata speciale che meritava di essere vissuta in questa bella zona. Così, seppur stanchi, siamo tornati a casa da questa meravigliosa escursioni fra monti, con negli occhi la vista di inimitabili panorami di vette e monti.

Portiamo da ora con noi, negli scatti privati delle nostre apparecchiature digitali, le foto e le gioie che ciascuno ha provato nella integra natura che sempre l’alta montagna gratuitamente ci offre.

Edoardo

 
Plan in val Passiria 2019
Scritto da Redazione   

PLAN IN VAL PASSIRIA

Domenica 21 luglio 2019

Dopo aver lasciato il bus al comodo parcheggio, abbiamo percorso la Val di Plan (Pfelderer Tal), una laterale verso ovest della Val Passiria. Le cime a nord-ovest visibili dal percorso corrispondono al confine con l’Austria.

La zona fa parte del Parco Naturale di Tessa (Naturpark Texelgruppe) che si estende da Moso e San Martino in Passiria fino alle valli Stubai e Senales.

La Bassa Val Passiria si estende verso nord e arriva dai 300 m slm di Merano fino ai 700 di San Leonardo, la Media Passiria si estende verso ovest e arriva ai 1000 m di Moso, mentre l’Alta Passiria raggiunge i 2509 m del Passo del Rombo (con orario limitato e a pagamento). Da San Leonardo si arriva a Vipiteno attraverso il Passo di Giovo.

 


Il percorso principale della nostra gita parte dal paese di Plan (Pfelders, 1622 m), passa dal maso Lazins (Lazinshof, 1782 m) e giunge fino alla malga Lazins (Lazinser Alm, 1858 m), è piuttosto semplice e segue la sponda sinistra del Rio Plan (Pfelderer Bach). Il ritorno, ancora più semplice, segue la strada non asfaltata sulla sponda destra del torrente.

Il sentiero segue la direzione sud-ovest poiché in quel tratto le cime più elevate, e di conseguenza il confine, seguono la direzione sud-sud-ovest per poi riprendere, ancora nel Gruppo di Tessa, la normale direzione est-ovest. Del Parco Naturale di Tessa fa parte anche il gruppo del Similaun, famoso dal 1991 per la scoperta della mummia di 3000 anni. Nei primi giorni della vicenda non era chiaro a quale nazione appartenesse il luogo del ritrovamento, poi si stabilì che per pochi metri Ötzi era in Italia.

Alcuni partecipanti hanno affrontato la salita con cabinovia da Plan alla Grünboden Hütte (2020 m), per poi scendere attraverso il Panoramaweg n.4 alla malga Faltschnal e alla Lazins. Questo sentiero si è rivelato un po’ più lungo e impegnativo di quanto previsto.

La zona di Plan è comunque frequentata soprattutto in inverno poiché offre 18 km di piste da sci.

 


Dalla malga Lazins, obiettivo della gita, si possono percorrere altri sentieri per giungere, per esempio al rifugio Petrarca (Stettiner Hütte, 2875 m, circa tre ore di cammino). Disponendo di più ore ed adeguate energie, si possono raggiungere anche i dieci laghi Spronser a 2370 m ca, situati verso sud rispetto alla malga.

Da circa vent’anni si svolge una gara di corsa da Plan al rifugio Petrarca: sono 9,8 km, con un dislivello di 1255 m che, con buon allenamento, si percorrono in circa 4 ore. Nella gara del 4 agosto 2019 il primo arrivato ha impiegato un’ora e un minuto.

Alla malga Lazins gran parte del gruppo si è fermata per rifocillarsi, anche per via di una breve pioggia, mentre alcuni sono arrivati alla malga Schneid (a nord, poi si arriva a Plan) o alla Bockhütte (verso sud e poi si ritorna).

Non mi pare che ci siano state lamentele, né inconvenienti, se non, come diceva qualcuno, una certa “anarchia” del gruppo, per cui alcuni autogestivano le proprie escursioni.

La Val Passiria

La Val Passiria è famosa perché qui nacque e visse l’eroe tirolese Andreas Hofer (1767-1810).

Dopo aver lavorato come oste nella propria locanda e poi in quella del Passo del Ballino, si unì al Corpo degli Schützen per combattere i bavaresi e i francesi che avevano occupato la zona nel 1805.

All’insurrezione, iniziata nel 1809, parteciparono anche 18.000 trentini. I tirolesi furono sconfitti a Innsbruck e Andreas fuggì in Val Passiria, ma fu tradito e arrestato. Venne fucilato dai francesi a Mantova nel 1810. È sepolto a Innsbruck. A San Leonardo si trova un museo a lui dedicato.

Il Tirolo ritornò all’Austria nel 1814. Nel 1919 la parte meridionale fu annessa all’Italia.

La valle è protetta dalle montagne a nord, perciò gode di un clima abbastanza mite rispetto ad altre zone. Lo sviluppo turistico degli ultimi cinquant’anni è stato certamente eccessivo anche se si nota la ricerca di uno stile locale anche negli alberghi più moderni.

Può sembrare strana ai nostri occhi la destinazione commerciale della valle, ma è stata per secoli un’importante via per il commercio, sia verso il Nord-Tirolo attraverso il Rombo, sia verso Vipiteno attraverso il Giovo. Cinquant’anni fa era molto sviluppato anche il contrabbando…

Su una collina sovrastante il paese San Leonardo in Passiria sorge l’imponente rovina di Castel Giovo. Costruito nel XIII e XIV secolo dai Signori di Passiria per rendere sicura la via che porta da Castel Tirolo a Vipiteno attraverso Passo Giovo, era un tempo un magnifico maniero. L’imponente mastio venne menzionato per la prima volta nel 1320.

A Moso, in Alta Val Passiria, si trova il Bunker- Mooseum, un centro informativo sul Parco Naturale del Gruppo del Tessa, con aree espositive che raccontano la  preistoria e la storia dell’insediamento dell’Alta Val Passiria e un bunker costruito nel 1938 perfettamente conservato. Ci sono altri cinque bunker nella zona, costruiti evidentemente per difendersi dalla Germania, poiché l’Austria, annessa da Hitler nello stesso anno, non esisteva più. Il cancelliere austriaco Von Schusnigg (nato a Riva del Garda nel 1897) provò invano a difendere l’indipendenza del proprio Paese. Nel 1939 i bunker non servivano già più in quanto l’Italia strinse (purtroppo) il Patto d’Acciaio con la Germania.

Claudio Partacini

 
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