Immagine casuale 2017

Immagine casuale 2016

Immagine casuale 2015

Immagine casuale 2014

Immagine casuale 2013

Immagine casuale 2012

Immagine casuale 2011

Immagine casuale 2010



Designed by:

Città storiche Austria, Germania, Svizzera
Scritto da Redazione   

A SPASSO... PER L'EUROPA 2017

VENERDI 19 maggio:

mia sorella, Marinella, mi ha invitato a partecipare ad un viaggio organizzato dal “Gruppo Don Porta” in alcune città e dimore storiche di Austria, Germania, Svizzera con una puntata anche nel Liechtenstein.

Partiti da Riva del Garda sul rosso pullman guidato dal bravo e simpatico Marco, facciamo la prima sosta al confine del Brennero dove, il vecchio edificio della Dogana ormai in disuso, è stato ristrutturato in modo che l'architettura e l'allestimento richiamino un'immagine unica e armoniosa della natura di montagna, con all'interno un fornitissimo bar con prodotti locali.

Arrivati in Germania, a Garmisch Parterkinchen ed Etal, c'è stato il primo impatto, sopratutto per me che vivo in Abruzzo, con una terra straniera, con persone che non parlano la nostra stessa lingua. Notevoli le case colorate ed arricchite di magnifiche composizioni di fiori e pittoresco il mercato ricco di fragole, ciliegie ed asparagi. Abbiamo poi proseguito per il bel castello di LINDERHOF, dimora estiva dell'affascinante ma sfortunato sovrano bavarese Ludwig II.


Il palazzo in stile “Barocco-Roccocò” è circondato da un grande parco con all'interno edifici e strutture esotiche che riflettono il gusto del re per tutto ciò che è bello. Dopo la visita ritorniamo in Austria verso BLUDENZ dove si trova il nostro albergo.

Però troviamo chiuso il tunnel del Vorarlberg e siamo costretti a percorrere l’emozionante valico alpino di S.Antonio, con un tempo da lupi, poca visibilità e circondati da cumuli di neve che hanno messo a dura prova l'abilità dell'autista. In compenso nel ritorno l'abbiamo potuto ammirare illuminato da uno splendido sole.

SABATO 20 maggio:

partenza per FELDKIRCH, una bellissima città medioevale con palazzi e chiese perfettamente conservati. Incontro con la bravissima e simpatica guida che ci fa apprezzare tutte le bellezze del luogo. Ci sono ancora sulle facciate delle case gli affreschi rappresentanti la vita e i personaggi storici della città.

Passiamo il confine Svizzero in direzione VADUZ, capitale del LIECHTENSTEIN, dove abbiamo girato liberamente ammirando il castello dei duchi che sovrasta il borgo ed anche una gigantesca scultura di Botero.

Certamente l'immagine di un luogo ricco, curato con bei negozi non mi ha colpito in modo particolare, a differenza dell’altro borgo che è WERDENBERG dove le case, quasi tutte in legno, sono rimaste come le avevano costruite nel Medioevo. Sorto sul lago omonimo e dominato in alto da un castello, ci regala una visione indimenticabile.


Arrivo a COIRA, la più antica città Svizzera, vecchia di circa 5000 anni, considerata porta d'accesso alle rotte commerciali e valichi alpini, da dove sono passati tutti i popoli antichi che hanno lasciato la loro testimonianza nei palazzi, edifici di culto e nella struttura della città. Circondata da una grandiosa catena di montagne, è l'immagine del suo passato.

DOMENICA 21 maggio:

partenza per il lago di Costanza sempre con la guida. Qui in una magnifica giornata di sole, prendiamo il battello per LINDAU, un’isola collegata alla terraferma da una strada carrozzabile e ciclabile.


Città turistica, ricca di dimore prestigiose e anche qui bellissimi affreschi che caratterizzano lo stile di queste città oltre confine. Le strade, le piazze e i bar con i loro tavolini all'aperto pieni di gente danno una forte immagine di vivacità.

Nel pomeriggio visita a BREGENZ, famosa per il suo Festival della Lirica dove ogni due anni allestiscono la scenografia dell'opera in programma su un palco sospeso sull'acqua. Molto suggestivo.


Partenza per il rientro in Italia sempre per il valico di S. Anton.

Questo viaggio mi è piaciuto certamente per le bellezze artistiche e naturalistiche dei posti visitati.

C'è sicuramente la capacità dell'uomo per valorizzare queste ricchezze e portare benessere alla popolazione.

 

MAURA B

 

 
Sentiero di Proves - Alta val di Non 2017
Scritto da Redazione   

SENTIERO NATURALISTICO DI PROVES – ALTA VAL DI NON

Domenica 14 maggio 2017

Alla partenza di buon mattino la solita festa di chi si rivede per trascorrere una giornata in allegria a contatto con la natura. La meta è Proves, in alta Val di Non da cui proseguiamo a piedi fino a malga Revò ove è prevista la possibilità del pranzo.

Durante il tragitto abbiamo percorso il ponte di Romallo, che sovrasta il bacino di S. Giustina, che offre un paesaggio decisamente lunare per l’impressionante scarsità di acqua.

Giunti a Proves (mt. 1420), il paese più alto della Val di Non, siamo già in Alto Adige; una parte di noi inizia la salita verso il passo Castrin (mt. 1804), mentre un altro gruppo risale col pullman al parcheggio Hofmahd. Da qui raggiungere malga Revò è meno impegnativo.


Da Proves prendiamo il sentiero 7 ed iniziamo un percorso di 5 km con un dislivello di 450 mt. che ci porterà alla meta “malga Revò”. Tutto appare caratteristico e affascinante, il panorama che ci mostra il gruppo delle Maddalene con la cima Belmonte, la cima Vedetta e sullo sfondo la cima Cornicoletto (mt. 2212). Il sentiero si snoda in mezzo al bosco con quattordici punti tematici in successione che rappresentano le attività della zona o i suoi elementi naturali: di particolare interesse la grotta della miniera e l’antico mulino che produceva energia, la zona delle orchidee con le varie foto sul pannello e quella delle piante medicinali.

E’ stata grande l’emozione alla vista delle prime genziane. Superata la malga di Rumo, attraversiamo un ponte in legno su un torrente vorticoso e ci inerpichiamo verso la malga di Cloz con dei caratteristici campanacci appesi ad un tronco usati per le mucche al pascolo.

Saliamo ancora e dopo tre ore di duro cammino raggiungiamo finalmente malga Revò dove ritroviamo tutti i nostri amici, ci rifocilliamo tra piatti tipici e tante risate e poi scendiamo di nuovo al parcheggio dove Marco ci aspetta per portarci in val d’Ultimo, altra valle particolare con continui cambi di orizzonte, con sosta prevista a Valburga in val Marano.


Il lago, detto anche lago di Zoccolo, è talmente povero d’acqua da risultare malinconico, infatti era in programma una passeggiata lungo il lago ma nessuno si è mosso.

Ripartiamo e giunti a Lana facciamo un’ultima tappa per visitare il borgo storico recentemente restaurato e una suggestiva chiesetta altoatesina straripante di ortensie.

Alla fine del viaggio, ognuno di noi era come sempre entusiasta della bella giornata trascorsa in compagnia.

Cesare e Carla

 

 
Escursione a Brenzone : chiese medievali e borgo Campo 2017
Scritto da Redazione   

ESCURSIONE A BRENZONE : chiese medievali e borgo Campo

Domenica 23 aprile 2017

Ci siamo dati appuntamento presso la sede alle ore 8.30 e ci siamo meravigliati per il numeroso gruppo di partecipanti, forse complice il bel tempo e la voglia di ricominciare a ritrovarci dopo il periodo di inattività invernale. Dopo aver ottimizzato il trasporto, riunendo le persone ed eliminando alcune vetture, siamo partiti alla volta di Brenzone, dove in località Castelletto, nelle adiacenze di un cimitero, ci aspettava l’amico Giacomo Bertuzzi.

La sorpresa è stata la presenza di Valerio Sartori, il quale, nonostante si dichiarasse una “ non guida”, ci ha illustrato in modo molto esauriente, il ritrovamento di una Villa Romana del I sec. d.c., emersa nel 2004, in occasione dell’ampliamento cimiteriale. Tale ritrovamento è importante, in quanto è l’unica villa di tale periodo trovata sulle sponde venete del lago, come esempio di costruzione a scopo residenziale.

Adiacente agli scavi, si trova la bella Chiesa di San Zeno, anticamente dedicata a S. Giovanni Battista, forse costruita sulle rovine di un antico tempio romano in epoche diverse ( XI^ - XII^ - XIII^ sec.). Era alle origini una Chiesa battesimale, come dimostrano gli affreschi leggibili (tardo romanici) presenti nella navatella minore settentrionale. E’ conosciuta anche come San Zen de l’oselet, per il gallo che corona la cima del campanile.

Riprese le macchine ci siamo diretti verso Biaza e dopo aver parcheggiato ai bordi della strada asfaltata, ci siamo diretti, attraversando prati e boschi, verso la contrada dove si trova la chiesa di S.Antonio Abate (fine ‘300 – primi ‘400). Sulla parete esterna emerge la raffigurazione di Cristoforo, che sorregge sulla spalla Gesù Bambino. All’interno una navata che conduce all’abside a pianta semicircolare che contiene un solo altare, con una pala, del primo ottocento, raffigurante S.Antonio in adorazione della Vergine. A fianco dell’edificio, si trova il campanile con ampie monofore sulla cella campanaria.

Durante la passeggiata per raggiungere Campo, la nostra eccellente guida, oltre a segnalarci alcuni capitelli di interesse notevole, ci ha mostrato erbe e piante selvatiche, rivelandosi anche un esperto botanico.


Giunti al borgo medioevale di Campo, del quale se ne ha traccia sin dal 1023, abbiamo appreso che oggi è abitato solamente da due famiglie, mentre fino agli anni 50 erano molto più numerose. Ci ritroviamo a passare tra cortili, stalle abbandonate, edifici ridotti allo stato di ruderi, un’antica fontana, case diroccate, una vecchia macina di olivi e cereali, un’antica casa castello ed una bottega di manufatti di cuoio, gestita da un anziano hippy.

In una di queste abitazioni, la Fondazione Campo, che vuole far rivivere il paese, grazie ad un progetto di ripristino delle abitazioni e l’apertura di laboratori tradizionali della civiltà baldense, ha allestito un punto di ristoro, del quale approfittiamo per una pausa ristoratrice, con ottimi panini ed un bicchiere di vino. Un caffè e tranci di colomba completano il pasto.

Siamo quindi pronti, sempre con l’ausilio di Valerio, a visitare la Chiesa di S. Pietro in Vincoli, costruita nel 1358; struttura essenziale con facciata a capanna rivolta ad occidente, impianto ad unica aula rettangolare, presbiterio rialzato ed absidale emergente semicircolare. Lungo il registro superiore, nell’archivolto e nel catino absidale, una serie di Santi e scene votive, affrescate dal maestro Giorgio di Riva.

Al termine della particolareggiata spiegazione dei numerosi affreschi ancora ben conservati e perciò godibili, riprendiamo il cammino per il rientro.

Alcuni prendono un sentiero in discesa che li porta a Marniga e poi costeggiando il lungolago, concludono in bellezza la gita in un locale sul lago con un gelato. Altri, forse più stanchi, si dirigono alle macchine e ritornano verso casa.

La giornata non poteva essere migliore e dobbiamo ringraziare Giacomo Bertuzzi per averci fornito l’occasione di conoscere luoghi , pur molto vicini, ma inaspettati e per la scelta della guida che è riuscito a catalizzare l’attenzione di noi tutti.

Ilda

 
Altri articoli...
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 39