AUSTRIA: GROSSGLOCKNER E VILLACH
Scritto da micologi   

Sabato e Domenica 10/11 Luglio 2010

Le bellezze naturali che andiamo a vedere sono esaltate durante tutto l'itinerario dal bel tempo che ci accompagnerà sempre.

Ci fermiamo a S. Candido e qui, come in pochi altri posti di montagna, è piacevole lo “struscio”: le vie pedonali si snodano

tra case bellissime e cariche di storia. Visitiamo la Collegiata del 1140, considerata tra gli edifici romanici più importanti delle

Alpi Orientali.

Proseguiamo verso l'Austria; seguendo la direttrice naturale dell'ampia valle della Drava, attraverso Lienz, arriviamo a

Heiligenblut. Siamo in un fantastico paesino in un ampia conca da cui si gode la vista della piramide del Grossglochener

(con i suoi 3797 m. è la cima più alta dell'Austria) e un superbo anfiteatro di monti che le fa da corona. Visitiamo la

parrocchiale gotica che domina l'abitato. Nel caratteristico cimitero intorno alla chiesa, troviamo alcune tombe di alpinisti

caduti sul Grossglochner.

Dopo la pausa - pranzo saliamo verso il ghiacciaio, percorrendo una strada di straordinaria bellezza; ci fermiamo in prossimità

di una terrazza panoramica con vista sulla lingua di ghiaccio del Pasterze. Ci incamminiamo attraversa un territorio di alta

montagna unico nel suo genere, raggiungiamo l'osservatorio Swarovski dove campeggiano una statua ed una lapide che

ricorda l’imperatore Francesco Giuseppe. I più ardimentosi, per avvicinarsi di più al ghiacciaio, infilano una serie di

tunnel nei quali sono raccontate e illustrate numerose leggende locali legate agli antichi abitanti del luogo; i più fantasiosi

tentano di fare amicizia con le numerose marmotte gettando loro dei biscotti.

Verso sera arriviamo a Villach, importante città della Carinzia. Al mattino visitiamo questa antica città, sulle rive della Drava

e la nostra guida ci racconta la sua storia che parte dall’età del bronzo all’avvento dei Romani (a partire dal 15 a.c

vennero lasciati sul territorio urbano numerosi reperti) ai giorni nostri come centro termale molto conosciuto.

 La via principale è fiancheggiata da case antiche; ammiriamo dal bel cortile, l’interno della casa di Paracelso, noto

alchimista, astrologo, medico eccelso e figura tra le più rappresentative del Rinascimento, grande filosofo (fra i suoi

pensieri è possibile trovare riflessioni che ci lasciano ancora oggi sorpresi e interdetti, tra cui curare alcune malattie

con il mercurio); attraverso l'Hotel Posta e il suo giardino, raggiungiamo la gotica chiesa di S. Giacomo e ritorniamo

sulle rive verdi e amene della Drava.

Partiamo per Landskron che si trova alla periferia di Villach vicino all' Ossiacher See.

Verso il lago dominano le pittoresche rovine del Castello e qui, tra le sue mura turrite ed i bastioni, assistiamo alla

spettacolare esibizione di alcuni rapaci ben addestrati da validi falconieri (aquila, falco pellegrino, gufo delle nevi, astore,

corvo reale).

Riprendiamo il viaggio dopo una sosta per il pranzo in un tipico locale e, passando per il Passo del Tarvisio, raggiungiamo

la Basilica romanico/gotica di Aquileia. In essa ammiriamo lo stupendo pavimento in mosaico paleocristiano (IV sec. d.c.),

il campanile ed il battistero esagonale. Finiamo la nostra escursione brindando con vini tipici in una vecchia azienda

vinicola friulana. Pungolati dal nostro splendido e preferito autista Marco, preoccupato per il traffico di rientro dal mare,

lasciamo troppo presto con rimpianto la cantina. CARLA B

 
IL MONTE BALDO E LA SUA RISERVA INTEGRALE
Scritto da micologi   

Mercoledì 23 Giugno 2010

Abbiamo organizzato una gita infrasettimanale per i nostri soci e vi hanno partecipato circa una trentina di persone. L'artefice

e guida era il nostro amico Giacomo Benuzzi, presidente del GAM di Malcesine.

Nel nostro gruppo ci sono alcuni ragazzini che, in prossimità della caserma, alla vista di numerose marmotte si entusiasmano:

è un piacere assistere alla loro meraviglia. Devo far loro i complimenti per il comportamento corretto durante il percorso,

per la curiosità che hanno dimostrato e per la richiesta di spiegazioni storiche/naturalistiche che hanno spesso stimolato

la memoria del nostro Silvano Manzoni, esperto botanico.

A Tratto Spino (Trè de Spei per indicare, in dialetto veneto “tratto di vegetazione cespugliosa - incolta”), la guida ci fa notare

un muretto a secco circolare con un'apertura dove le bestie al pascolo si rifugiano all'avvicinarsi della tempesta, sapendo

che per la conformazione del posto la grandine viene spazzata via.

Ci inoltriamo nella Riserva Integrale “Lastoni Selva Pezzi”, uno degli ambienti di maggior interesse botanico e faunistico di

tutto il Baldo, notando la vegetazione fatta principalmente di abeti bianchi e rossi, larici dominanti sui faggi tanto che

questi stentano a crescere. Nella fascia pedemontana sopravvive il pino silvestre. Scendendo sul “ El sentè de le vàche”

dove passavano, alla chiusura della Malga Tratto Spino, per i pascoli più bassi o alle stalle d'inverno, si trova la “Pozza

Pezzon” creata appositamente perché i volatili, sia stanziali che di passaggio, possano trovare da bere: in questo modo

non devono spostarsi e restano nella Riserva dove sono protetti.

Prendendo poi la “Via del Foch” verso il “Colonei” (definizione latina de “Il ceppo di confine”) e il “Mont de Bis”, sentiero

panoramico verso una malga, è il momento di fare un leggero spuntino prima di affrontare un dislivello di circa 300 m.

per ritornare sulla cima.

Dopo un ripidissimo tratto in salita, percorriamo un sentiero che si snoda attraverso i prati con una spettacolare fioritura,

con molte specie endemiche e rare: si trovano così numerose sul Monte Baldo perché costituiscono i resti della flora

preglaciale. Infatti il monte è situato a meridione delle Alpi e durante i vari periodi glaciali le sue vette più alte non

furono coperte dai ghiacci e dalle nevi perenni, per cui sopravvissero alcune specie dell’antica flora.

Fermarsi ad ammirare, fare delle foto con una piacevole brezza che saliva dal Garda era un incanto: come essere

in paradiso?

Nella caserma del GAM, il nostro Giacomo e i suoi collaboratori, sempre gentili e ospitali, ci hanno preparato

una buona pastasciutta accompagnata da ottimi salami e formaggi, per finire in allegria una indimenticabile giornata.

MARINELLA

 
25^ ESPOSIZIONE DI FIORI E FUNGHI
Scritto da micologi   

Sabato e Domenica 5/6 giugno

Anche quest’anno la fioritura in alta quota ci ha permesso di allestire una stupenda mostra con più di 180 esemplari,

purtroppo abbiamo potuto esporre solo dieci specie di funghi. L’alternanza pazza del tempo tende a mettere alla prova

l’equilibrio della vegetazione. Quest’anno però il tempo buono ci ha permesso di preparare la mostra con serenità.

Molti di noi si sono dati da fare (addobbi di Rita Modena, consulenza botanica Manzoni e Viaro) per preparare

l’esposizione accompagnata, come sempre, dall’ apporto del Gruppo Filatelico Numismatico rivano che presentava,

oltre a fiori e funghi in filatelia ed insetti e farfalle, anche cartoline della vecchia Riva. Come al solito, i moltissimi visitatori,

anche stranieri, hanno ammirato le specie presenti; l’afflusso è stato alterno durante le due giornate poiché il tempo, nel

complesso bello, ha invogliato tanti ad andare sul lago, ma è stato molto intenso nella serata di domenica quando tantissime

persone si sono radunate nella piazza del Municipio per ascoltare il concerto organizzato dalla Scuola Musicale rivana: a noi

il compito di fornire una splendida cornice floreale a questa manifestazione garantendo la nostra collaborazione nel rimanere

aperti fino a mezzanotte. Come sempre, dobbiamo ringraziare gli amici tutti che hanno collaborato all’organizzazione della mostra:

senza di loro molte delle iniziative riuscirebbero meno bene.

MINISA

 
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