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Escursione micologica a Passo Coe 2016
Scritto da Redazione   

ESCURSIONE MICOLOGICA A PASSO COE
Venerdì 26 agosto 2016

Siamo partiti in più di 30 soci, accompagnati dai nostri esperti Roberto e Lisa, per gli altipiani di Folgaria, meta invernale di sci da discesa  e da fondo. In estate molti sono i turisti che frequentano queste montagne, un po’ deturpate dai numerosi impianti di risalita recentemente allestiti, ma sempre belle e ricche di funghi nelle stagioni favorevoli. La sorpresa è stata la numerosa presenza di piccoli “micologi” in erba; infatti c’erano i due maschietti di Lisa, quello della di lei sorella, il nipote di una nuova socia e la figlia di Francis. Arrivati al passo ci siamo diretti verso i vicini boschi, con l’appuntamento delle 12,30 per il pranzo al Rifugio la Stua. La giornata bella e soleggiata ci ha permesso di percorrere in lungo ed in largo le vicine abetaie e di ritrovarci al rifugio per il pranzo. Qualcuno ha voluto prolungare la ricerca di funghi mangiando un panino e venendo poi a prendersi un caffè o un dolce nel bar.

Svuotati i cestini sui tavoli all’aperto, Roberto ha passato in rassegna il raccolto, spiegando le varie tipologie dei funghi esaminati e le loro principali caratteristiche. Abbiamo constatato che tutti avevano trovato qualche “brisa” ( i più fortunati o bravi anche una decina), poche le russule ed i funghi dal sangue. Altri miceti commestibili sono stati identificati da Roberto che li ha consigliati per un buon misto.

Ci siamo recati, chi a piedi chi in bus, alla vicina Base Tuono dove svettano tre vecchi missili a simboleggiare la funzione, però solo difensiva di questa base Nato, dismessa nel 1977 e tenuta in buon stato di conservazione a memoria della guerra fredda che ha recato tante paure a quei tempi.
Chi aveva già visitato la base ha fatto un’ulteriore giro nei vicini boschi ed ha potuto così rimpinguare il cestino con qualche bella “Brisa”. Altri si sono fermati al bar del laghetto, costruito per la raccolta dell’acqua necessaria per la produzione di neve artificiale, per gustarsi un gelato o una fresca bibita. Sulla strada del ritorno ci siamo fermati al caseificio del paese dove, dopo doverosi assaggi, abbiamo comperato formaggi locali ed un ottimo burro.
A commento finale dell’uscita possiamo affermare che è forse la giornata nella quale abbiamo raccolto più “brise” di sempre anche se le altre specie sono state mediamente meno abbondanti.
Alla prossima.
MARIO

 
10^ Mostra Micologica Molina di Ledro
Scritto da Redazione   

10° MOSTRA MICOLOGICA A MOLINA DI LEDRO
Domenica 21 agosto 2016

La mostra di quest’anno non ha sicuramente dato i problemi dello scorso anno che, per la mancanza di miceti non si è riusciti ad allestire, ma al contrario ha registrato un numero record di funghi esposti, più di 200. Le ricerche effettuate  nei boschi della val di Ledro e zone limitrofe, hanno portato nel pomeriggio di sabato, nei locali della palazzina Ledrolab, gentilmente concessaci dai responsabili del Museo di Scienze Naturali di Molina, cesti stracolmi di miceti. Lungo è stato il lavoro di Lisa, Roberto e Ivano che, assieme agli amici del Gruppo Barbacovi di Rovereto hanno esaminato ad uno ad uno i funghi raccolti, determinandone alla fine più di duecento.

Funghi di ogni genere: dai più conosciuti porcini, finferli, russole, mazze di tamburo,funghi dal sangue,agarici etc. fino alle “mortali” Amanita phalloides e Cortinarius speciosissimus. Erano presenti anche funghi che si raccolgono solitamente nel periodo autunnale e precisamente “Cantarellus lutescens e tubiformis ( le sempre apprezzate finferle ) e Craterellus cornucopioides ( trombetta da morto ).  Molti sono stati i turisti alla ricerca di informazioni sugli esemplari esposti e numerose le domande sulle differenze di funghi in apparenza simili ma con diversa commestibilità. Quella più frequente è stata quella riferita al “boletus felleus” , apparentemente simile all’edulis, ma immangiabile perché amarissimo, così come l’identificazione della “mocrolepiota procera” ( mazza di tamburo ) rispetto alla varietà “rachodes”, quest’ultima solo ultimamente considerata tossica. Ai visitatori inoltre sembrava impossibile che tutti i miceti esposti provenissero solo dall’Alto Garda e dalla val di Ledro e si ripromettevano di girare per boschi per poter fare un buon misto.

Un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della mostra, agli amici di Rovereto, ai responsabili del Museo di Scienze Naturali di Molina e alla Cassa Rurale di Ledro per il contributo finanziario ricevuto e un arrivederci al prossimo anno.
ORAZIO


 
Dallo Spinale a Vallesinella 2016
Scritto da Redazione   

DA SPINALE A VALLESINELLA E LE SUE CASCATE
Domenica 7 agosto 2016

Spesso le nostre escursioni estive hanno come meta l'Alto Adige, ma si possono fare delle belle gite anche nel nostro Trentino, in particolar modo alla scoperta del gruppo Adamello – Brenta.
Questa volta Marco con il suo pullman ci ha lasciato nei pressi della cabinovia dello Spinale a Madonna di Campiglio, che ci ha portato sulla cima a m.2104. La giornata era fresca ma splendida e la salita ci ha regalato subito panorami mozzafiato verso l’Adamello e la Presanella. Dopo una breve discesa, ci inoltriamo nel bosco lungo un sentiero da cui si vedono prati colmi di fiori tra i quali la protetta Daphne mezereum con frutti a bacca rosso-corallo, Crepis aurea di un bel color arancio, cespi di rododendri e centauree. Il percorso si svolge tutto in discesa per cui le nostre ginocchia sono sottoposte ad un “duro lavoro”.
Attraversiamo zone rocciose fatte da roccia sedimentaria marina, la dolomia principale (da qui il nome Dolomiti), con alternanza di arenarie e conglomerati (di Richthofen) che sovrastano strati di calcari di ere successive. Spesso, questi sedimenti sono ricchissimi di fossili di bivalvi Megalodonti di dimensioni talvolta ragguardevoli. Mentre scendiamo troviamo invece di fronte a noi rocce completamente diverse, i graniti dell’Adamello (tonalite), di natura vulcanica che sono “spuntate” fra la dolomia spinti dal basso, dal lavoro incessante che fa la lava sotto la crosta terrestre.
Il sentiero procede ancora in discesa nel bosco fino ad arrivare a Vallesinella Alta. La malga è in disuso, ma il luogo ha attrezzature e prati comodi per il pic-nic.
Ora il gruppo si divide, alcuni scendono col sentiero più comodo fino a Vallesinella per poi risalire verso le Cascate Alte, gli altri seguono il percorso delle acque sul sentiero più impegnativo ammirando affascinati i suoni, i colori, i giochi d'acqua. A Vallesinella ci ritroviamo tutti.
La gita comprendeva un'altra meta: il Rifugio della Cascata di Mezzo e, a piedi, ritorno a Campiglio, dove ci attendeva il pullman. Una parte ha preferito fermarsi, mangiare qualcosa e usufruire del bus navetta. Gli altri, raggiunto il rifugio in una mezz'ora, hanno potuto ammirare e godere dei freschi spruzzi della spettacolare Cascata di Mezzo. Dopo varie foto, una fetta di torta, in circa 45 minuti eravamo al pullman.
Il ritorno a casa, dopo le immagini, la compagnia e la frescura, ci ha fatto sentire appagati.

MARINELLA

 
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